La Porsche 917 compie 40 anni

Gli inglesi l’hanno battezzata la “migliore auto da corsa della storia”. Rimangono imbattuti i record velocistici della 24 Ore di Le Mans

La Porsche 917 compie 40 anni

Tutto su: Porsche

di Leopoldo Canetoli

11 marzo 2009

Gli inglesi l’hanno battezzata la “migliore auto da corsa della storia”. Rimangono imbattuti i record velocistici della 24 Ore di Le Mans

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13 Marzo 1969, 40 anni fa. Al Salone di Ginevra Ferry Porsche presentava la sua vettura “super sport”, la 917. Diventerà una leggenda, una tra le vetture più vittoriose nel mondo, tra le più veloci e le più impressionanti.

Il debutto in Europa

Il progetto Porsche 917 era iniziato nel Giugno 1968, quando la FIA aveva varato una categoria di vetture sport omologate con cilindrata fino a cinque litri e peso minimo di 800 kg. Sotto  la direzione di Ferdinand Piech, allora responsabile di Porsche Motorsport, i 25 esemplari necessari per l’omologazione venivano completati entro l’Aprile del 1969, in modo che la vettura potesse cominciare a correre nello stesso anno. Dopo un debutto sofferto con alcuni problemi tecnici nelle prime tre gare, il primo successo arrivò nell’agosto 1969 alla 1000 Km di Zeltweg con l’equipaggio formato da Jo Siffert e Kurt Ahrens.

La configurazione del motore della 917 era per lo meno insolita: un dodici cilindri contrapposti ottenuto accoppiando due motori da sei cilindri capace di 520 CV con cilindrata 4.5 litri. In realtà la prima prova era stata fatta accoppiando due motori da 8 cilindri, ma il 16 cilindri, ora ricoverato al museo, non funzionò mai bene rispetto al dodici. Il telaio era in tubi di alluminio, la carrozzeria in vetroresina. Ne furono allestite diverse configurazioni, a coda lunga o corta. In seguito arrivarono anche le versioni Spyder usate nelle gare Can Am e Interserie.

La più veloce: record a Le Mans

Alla fine del 1970 la Porsche aveva conquistato con autorevolezza il Mondiale Marche vincendo con le 917 e le 908/3 nove gare su dieci, a cominciare da Daytona passando per la 24 Ore di Le Mans, la gara più impressionante dominata dalla coppia Hans Hermann e Richard Attwood.

Questo dominio si ripetè nel 1971 per la 917, con otto vittorie su 10 gare. Ancora prima a Le Mans con Gijs Van Lennep e Helmut Marko, alla media di 222 km/h, record che non verrà mai battuto, come quello della velocità massima di 387 km/h sul rettilineo di Mulsanne. A questa gara partecipò anche una 917 di colore rosa, subito soprannominata “il maialino” perché riportava tratteggiati tutti i “tagli” della carne del simpatico porcellino.

Imbattibile anche oltreoceano

Quando il regolamento FIA per le vetture sport fino a 5 litri andò in pensione, la Porsche portò le sue 917 nella serie americana Can Am. Nel giugno 1972 il team Penske schierò per la prima volta il modello 917/10 Spyder turbocompresso. Grazie al potente motore da 1000 CV la Porsche dominò subito il campionato, vincendo cinque gare della serie.

L’anno dopo il modello 917/30 debuttava con 1200 CV e la superiorità di Mark Donohue che la portava in pista fu tale che gli organizzatori furono costretti a eliminarla per la stagione successiva.

La 917 era entrata ormai nella leggenda, tant’è che 50 esperti di competizioni, convocati dalla rivista inglese Motor Sport, la dichiararono “la più grande vettura da corsa della storia”. Di Porsche 917 ne furono costruiti 65 esemplari: 44 coupè nelle versioni a coda lunga e corta, 2 PA spyder come 19 spyder da 1400 CV per la Can Am e Interserie.

Sette di queste, tra le più importanti (tra queste le vincitrici di Le Mans 1970 e ’71, e la 917/30 spyder).  Emozionano ancora oggi, docilmente schierate nel nuovo museo Porsche a Stoccarda.