F1: Situazione tesa in casa Red Bull

Dopo le polemiche di Silverstone il Team Principal Chris Horner cerca di ricucire lo strappo tra Webber e Vettel

Non sono giorni felici per il Team Red Bull, la lotta intestina tra i suoi piloti andata in scena in Inghilterra ha sottratto punti preziosi alla squadra austriaca ad ha inasprito ulteriormente una situazione difficile. Tutto è cominciato nelle qualifiche del GP di Silverstone, quando Vettel ha potuto usufruire della nuova ala anteriore con cui ha siglato la pole position, mentre Webber è stato costretto ad utilizzare quella vecchia centrando comunque il secondo tempo ufficiale. La storia della gara con il duello iniziale tra i due la conosciamo tutti, così come le parole di Webber nel giro trionfale che hanno fatto il giro del mondo "non male questa vittoria per un numero 2"

Una dichiarazione sarcastica, figlia della rabbia del momento, che nasconde un malcontento più profondo, un disagio che aveva spinto Webber a rinnegare il rinnovo contrattuale appena siglato con il team austriaco. Per questo ha deciso di intervenire personalmente il team principal della Red Bull, Chris Horner, che in merito alla vicenda ha dichiarato: "non c'è mai stata alcuna pressione da parte della Red Bull per favorire un pilota rispetto all'altro. Il mio unico rammarico è che non ho avuto il tempo per discutere personalmente della questione con Mark prima delle qualifiche, perché sono sicuro che avrebbe avuto una visione più equilibrata di tutta la faccenda".

Parole che tendono a sminuire l'accaduto e cercano di riportare nel team un equilibrio ormai compromesso. Nel frattempo, la McLaren, è al comando della classifica piloti e della graduatoria riservata ai costruttori con Button che sentitamente ringrazia i suoi avversari. "Sembra che nel nostro team ci sia più armonia rispetto a quello che succede ai nostri principali rivali - ha spiegato il pilota inglese - ecco perché siamo al comando di entrambi i campionati. Le divisioni della Red Bull positive per noi? Sì, se questo significa che loro saranno impegnati a discutere da qui in poi. Io e Hamilton abbiamo un buon rapporto, i ragazzi in fabbrica non devono preoccuparsi di noi e possono concentrarsi sulla monoposto per renderla più veloce. Non siamo abbastanza veloci come la Red Bull, ma non dobbiamo preoccuparci della politica tra i piloti in pista".

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di Valerio Verdone | 15 luglio 2010

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