La nube del vulcano non ferma la McLaren

Dopo la chiusura degli aeroporti di Londra, alcune componenti della McLaren sono state trasportate in auto a Parigi e da lì volate a Shanghai

La nube del vulcano non ferma la McLaren

di Andrea Barbieri Carones

19 aprile 2010

Dopo la chiusura degli aeroporti di Londra, alcune componenti della McLaren sono state trasportate in auto a Parigi e da lì volate a Shanghai

Appena 10 minuti dopo il decollo dell’aereo da Parigi a Shanghai, l’aeroporto Charles de Gaulle è stato chiuso. Motivo: il pericolo causato dalle ceneri del vulcano in eruzione in Islanda.

Questa situazione negli ultimi giorni è stata molto comune in Europa. Solo che a bordo del volo Air France per la metropoli cinese c’erano alcune componenti aerodinamiche essenziali per la McLaren di Formula Uno, che ha corso ieri il gran premio piazzandosi al primo e al secondo posto con i piloti Jenson Button e Lewis Hamilton.

E’ stata una corsa contro il tempo: dopo la chiusura di tutti gli aeroporti londinesi e la cancellazione di tutti i voli, i tecnici della Casa costruttrice non si sono persi d’animo: hanno caricato i pezzi in auto e sono partiti alla volta di Parigi, battendo sul tempo la gigantesca nube che stava lentamente spostandosi verso sud.[!BANNER]

“Ce l’ho fatta per un pelo” ha detto Martin Whitmarsh, capo scuderia McLaren che è dovuto montare in auto e guidare per 5 ore attraverso la Manica fino allo scalo parigino. I pezzi sono riusciti ad arrivare a destinazione in tempo e le auto hanno potuto gareggiare. Per il ritorno si può aspettare senza fretta che la cenere si dissolva.

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