24 Ore di Daytona alla Porsche-Riley Brumos

Montoya secondo in volata, quarto posto per la Dallara di Max Angelelli

24 Ore di Daytona alla Porsche-Riley Brumos

di Leopoldo Canetoli

26 gennaio 2009

Montoya secondo in volata, quarto posto per la Dallara di Max Angelelli

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Per Porsche è stato un doppio trionfo con l’assoluto alla 24 Ore di Daytona e il dominio nella categoria granturismo. E’ stata la volta del quarantaduenne David Donohue, figlio d’arte del non dimenticato Mark, ex pilota di Formula 1 scomparso tragicamente a Zeltweg nel 1975, che partito dalla pole position ha portato la sua Riley-Porsche sul gradino più alto del podio, al termine di una volata mozzafiato con il colombiano Montoya che aveva vinto le ultime due edizioni di questa gara.

Questa edizione 2009 è stata decisamente combattuta con nove differenti leader e quattro equipaggi, allo scoccare dell’ultima mezz’ora, in grado di aggiudicarsi la gara. L’ha spuntata per un solo decimo di secondo il pilota della Brumos Racing, quaranta anni dopo la vittoria del padre, quella volta al volante di una Lola T 70: e questa vittoria l’ha divisa con il velocissimo Darren Law, Buddy Rice e lo spagnolo Antonio Garcia, che dopo una lieve uscita di strada si è riscattato aggiudicandosi il giro più veloce della gara.

Nonostante un grintoso finale Juan Pablo Montoya non ce l’ha fatta ad aggiudicarsi per la terza volta consecutiva la vittoria. Terza ancora una vettura con motore Porsche, la Riley di Joao Barbosa e Hurley Haywood, che pare abbia disputato per l’ultima volta questa gara dopo cinque successi conquistati in carriera. Al quarto posto, staccato di soli 10″, il nostro Max Angelelli con la Dallara SunTrust che ha diviso con Taylor, Frisselle e Pedro Lamy, apparsa meno competitiva nella parte finale della gara.

Tra gli italiani sfortunati da ricordare anche la coppia Matteo Bobbi-Fabrizio Gollin, costretta al ritiro dopo 17 ore di gara, per il cedimento del motore Ford sulla loro Dallara, come le due Ferrari 430 del team Mastercar.

Nella classe GT ancora un podio tutto Porsche, con le nuove 997 che quest’anno non si sono fatte sorprendere, come era successo l’anno scorso, dalla Mazda RX-8 a motore rotativo Wankel. Ha vinto l’equipaggio ufficiale composto da Long, Bergmeister, Marks, Lally e Valentine che ha lasciato a un giro l’altra Porsche di Ballou, Pumpelly, George, Collard e Lietz e a quattro quella di Martien, Zacharias, Maassen e Pilet.