GP Messico: vince Rosberg, male le Ferrari

La Formula 1 ritorna in Messico: giornata nera per la Ferrari, mentre la Mercedes porta Rosberg sul gradino più alto del podio.

Ventitre anni dopo la Formula 1 ritorna in Messico sul rinnovato circuito dedicato ai fratelli Rodriguez. Finalmente caldo pubblico appassionato, un tracciato che entra nel mezzo dello stadio del baseball con le sue tribune gremite.

Poteva, almeno sulla carta, essere una buona occasione per la Ferrari di Vettel, anche se al termine delle prove la prima fila era stata conquistata dalle solite Mercedes. Ma c'erano molti dubbi sulla tenuta delle frecce d'argento, molto sensibili al gran calore. E di caldo a Mexico City ce n'era veramente tanto, 55 gradi sulla pista, una situazione che era cambiata dopo le prove.

Pista con una superficie molto sdrucciolevole...doveva essere una gara tutta da vedere. Invece le Mercedes non si sono lasciate intimorire. Sì, hanno cambiato strategia, non più una sola sosta ma due, come sono stati costretti quasi tutti. Ma questo paventato problema ai freni non si è visto, o i piloti sono stati così bravi da non subirlo.

Dei due piloti schierati dalla casa tedesca certamente Nico Rosberg è stato il più lucido e preciso. Autore della pole, si è aggiudicato anche il giro più veloce e la gara senza che mai il compagno Hamilton, fresco campione del mondo, sia riuscito minimamente a insidiarlo.

Non che non ci abbia provato. Hamilton è considerato un mastino insaziabile, un cannibale. Ma tutte le volte che si avvicinava un poco Rosberg era in grado di rintuzzarlo con decisione.

E la Ferrari? Giornata schifosa, così l'ha definita Vettel scusandosi via radio con la sua squadra, dopo che nel 52° giro finiva diritto contro le barriere. Ma la sua era già una persa in partenza, quando alla prima curva si era fatto sopravanzare dalle Red Bull e si era dovuto fermare per sostituire una gomma forata nel contatto con Ricciardo. Da allora era cominciata la rincorsa rallentata anche da un testacoda al 18° giro, per poi finire clamorosamente nelle barriere.

Non era andata meglio al compagno Raikkonen che, partito dall'ultima posizione in griglia (per aver sostituito il motore dopo le prove) nel corso del 23° giro si agganciava con Bottas (qualcuno ha pensato a una vendetta dopo la lite tra i due a Soci) rompendo la sospensione posteriore destra.

"Una bella lezione di umiltà" ha commentato Maurizio Arrivabene, dopo gli insperati buoni risultati delle gare precedenti. Comunque nessuna Ferrari al traguardo.

Sul podio dopo i due piloti Mercedes è finito Bottas che aveva a disposizione una Williams velocissima (365 km/h sul rettilineo...) seguito in classifica dalle due Red Bull di Kywat e Ricciardo.

Gara comunque meno movimentata della precedente mentre si va verso le due ultime prove del mondiale. La prossima tra due settimane sarà in Brasile e il tifo sarà alle stelle per i due piloti locali. Come lo è stato in Mexico per Sergio Perez, che ha disputata una gara decorosa ma lontano dal podio.

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di Leopoldo Canetoli | 02 novembre 2015

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