F1, Abu Dhabi: Hamilton vince gara e campionato

Sul circuito della Yas Marina il pilota inglese conquista la vittoria, a punteggio doppio, e si aggiudica il suo secondo titolo iridato.

"Adesso sei veramente una leggenda..." Più di così, piu di questa dichiarazione ricevuta via radio niente meno che dal principino Henry, il britannico (di origini caraibiche) Lewis Hamilton non poteva attendersi. A coronamento di una stagione che lo aveva visto già vincere dieci volte, al termine dell'ultima gara, quella a punteggio doppio, che aveva dominato con una partenza fulminante.

Che dire di più del campioncino che Ron Dennis aveva portato in F.1, e che Niki Lauda ha voluto alla Mercedes? Ormai ad Abu Dhabi i giochi erano fatti. A Hamilton bastava un secondo posto dietro al compagno Rosberg, ancora una volta bersagliato in gara da problemi meccanici. Il motogeneratore, sistema di recupero di energia (che agisce anche sull'impianto frenante) lo ha mollato dopo 24 giri, e lo sfortunato pilota tedesco/monegasco ha dovuto alzare bandiera bianca. Ma è stato grande campione nel voler terminare la gara e nel salire sul podio per congratularsi per primo con il nuovo campione del mondo.

E' stato un mondiale che la Mercedes ha letteralmente dominato, lasciando ai suoi due alfieri dividersi la maggior parte dei successi. Un mondiale che però ha riportato sul podio la Williams (motorizzata Mercedes) mentre la Red Bull non è stata mai in grado di contrastare il passo ai panzer tedeschi.

Un mondiale che ha comunque messo in luce due nuove realtà, a livello di piloti, emersi da diversi vivai. Quell'italo/australiano che risponde al nome di Daniel Ricciardo, nella maggior parte dei casi più veloce del compagno di squadra Vettel, e un finlandese, Valtery Bottas, più volte sul podio, più volte migliore del suo navigato compagno Massa, che ha solo sognato la vittoria nell'ultima gara.

In realtà la cabala, che ricordava che per ben quattro volte il poleman era stato fermato da problemi meccanici giocava a sfavore di Rosberg, che sarà ricordato come il quinto di questa serie, e che ha concluso il mondiale al secondo posto con 317 punti rispetto ai 384 del vincitore Hamilton. Ma subito dopo0 di loro Ricciardo e Bottas.

La Ferrari è crollata miseramente concludendo il rapporto con Alonso giunto nono mentre Raikkonen è stato ancor più lento ed è finito undicesimo. Ma cosa ci si poteva attendere da una squadra che in una stagione ha liquidato il presidente Montezemolo, un paio di dirigenti di altissimo livello, un pilota del calibro di Fernando Alonso, che in molti considerano il più forte del lotto, e ora sta di nuovo cambiando il responsabile del reparto corse, sollevando Mattiacci per fare arrivare Maurizio Arrivabene, appassionato manager della Philip Morris.

Alla Ferrari, rifondata da Marchionne che ne detiene il potere assoluto, ci sarà tutto da rifare. Soprattutto sul piano motoristico, che è sempre stato, tradizionalmente, il punto forte della Casa di Maranello. In un momento in cui la Mercedes ha una "power unit" fortissima e che sarà la monoposto da battere, mentre sta entrando con grandi mezzi, dopo una assenza di 22 anni, la Honda per la quale la McLaren ha già pronta, e provata, una inedita monoposto.

Avrà fatto la scelta giusta Fernando Alonso che ha fiutato questa nuova possibilità, o Sebastian Vettel che ha coronato il sogno della giovinezza approdando alla Ferrari.

Auguri per entrambi. Ma dovranno fare i conti con la Mercedes, con Lewis Hamilton, per la seconda volta campione del mondo, e con un Nico Rosberg che partirà dal GP d'Australia col dente avvelenato.

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di Leopoldo Canetoli | 24 novembre 2014

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