Ferrari: è scontro tra Montezemolo e Marchionne

Cambio al vertice annunciato e poi smentito nel weekend di Monza.

Il Gran Premio di Monza è stata la tappa più devastante per il morale della Scuderia Ferrari in questo campionato a dir poco deludente: Alonso si ritira per problemi tecnici, Raikkonen raccoglie solamente un nono posto e scoppia il caso Montezemolo. Se poi davanti ci sono ancora le Mercedes che impongono un ritmo allucinante, si capisce che la strada per la vittoria è pura utopia.

Lo sa bene Fernando Alonso, il campione che tutti definiscono con le valigie in mano per via delle sirene Honda, ma che continua a far battere il cuore degli italiani con la tempra del samurai. Alla risposta su una qualche possibilità di vittoria nelle prossime gare risponde alla giornalista di turno con un secco "no". Roba da rimanere senza speranze, da cercare una cura che non c'è, da rimanere di stucco, visto il palmares della Casa del Cavallino Rampante e, soprattutto, il suo recente passato.

Ma in F1 le cose si evolvono in fretta, ci si dimentica di tutto, e così i successi di Schumacher, dopo 21 anni di digiuno, il mondiale di Raikkonen, era il 2007, quello sfiorato da Massa nel 2008, e le recenti disavventure di Alonso, che ha lottato fino all'ultima gara per ben 2 volte nelle recenti stagioni, sono state gettate nel dimenticatoio e il dito è stato puntato sull'attuale presidente, Luca di Montezemolo, con le voci di un suo addio che hanno rimbalzato nel paddock già dalle prove libere.

Così, sabato scorso, Montezemolo si è recato in autodromo per chiarire la situazione, o meglio, il suo punto di vista: "Ho visto questo polverone degli ultimi giorni, che francamente al di là della necessità estiva trovo eccessivo. A marzo ho dato la mia disponibilità agli azionisti e alla gente della Ferrari di un impegno per altri tre anni". Tutto sembrava tornato alla normalità dunque, ma era un bluff, perché ci ha pensato niente meno che il potentissimo manager della FCA, Sergio Marchionne a rimettere tutto in discussione: "Il cambio al vertice di Ferrari? Non è in agenda. Ma certo è che tutti sono necessari e nessuno è indispensabile. I risultati economici sono molti buoni, ma un manager deve essere valutato anche per i risultati sportivi: sono sei anni che non vinciamo, abbiamo i migliori piloti del mondo e non possiamo partire tra il settimo e il tredicesimo posto".

Dunque non c'è armonia in Casa Ferrari, lo scontro al vertice la dice lunga sulla situazione che va nettamente al di là delle vicende sportive. Anche se Montezemolo si appresta a rispondere con un'affermazione piccata riprendendo il discorso sull'era Schumi: "erano 21 anni che Maranello non vinceva un campionato mondiale. La Mercedes l'ultimo lo ha vinto nel 1955".

Il fatto è, che il posto di Montezemolo nel consiglio di amministrazione prima della Fiat e adesso nella nuova FCA, non è stato confermato, così si legge sulle righe del Corriere della Sera, e si è preferito puntare su consiglieri indipendenti. Da qui le preoccupazioni dell'attuale Presidente Ferrari: "è finita un'epoca, la verità è che ormai la Ferrari è americana". E la paura che "possa diventare come la Lamborghini".

Insomma, una situazione ben più complessa, nasce il sospetto che i mancati successi in F1 siano il pretesto per questioni molto più importanti, d'altra parte la Ferrari è il Brand più famoso a molti e fa gola a tutti. L'aspetto più preoccupante però è che lo spettro di una proprietà americana ritorna prepotente, e il no alla Ford del Drake è ormai un lontano ricordo, ora che anche la Fiat, adesso FCA, all'epoca ultima ancora di salvezza, naviga in acque internazionali.

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