Citroen: in pista con le DS3 da rally

Sulla pista di Vairano di Vidigulfo abbiamo provato la rinnovata gamma racing DS 2014.

Citroen: la gamma racing DS 2014

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Nella vita di un giornalista automobilistico capita di provare vetture altamente emozionali, ma quando la Citroen ti invita a guidare sulla pista di Vairano di Vidigulfo la gamma racing 2014, ti sale un brivido lungo la schiena e l'adrenalina inizia a scorrere a fiumi.

La Casa del Double Chevron ha costruito una leggenda con il cannibale Sebastien Loeb, e vanta una tradizione motoristica di tutto rispetto: ha vinto per 5 volte la coppa del mondo FIA Rallye-Raid, in 8 occasioni il campionato del mondo Costruttori Rally WRC e 9 campionati del mondo piloti WRC con Loeb.

Inoltre, alla prima stagione, è al comando del WTCC con tutti e 3 i suoi rappresentati. Le DS3 da rally, adeguatamente assettate per l'asfalto, sono lì ad aspettarci insieme ai piloti Rudy Michelini e Simone Campedelli, pronti a dispensare preziosi consigli. Il programma della giornata è molto intenso e prevede la prova delle DS3 che corrono nella classe R1, R3, compresa la nuovissima R3 Max, ed un assaggio della R5, variante prossima alla WRC, che però, a causa di un inconveniente tecnico avvenuto il giorno prima, è rimasta ferma, ed ha spinto i vertici di Citroen a rinnovare l'appuntamento con la stampa per una reunion che avverrà quanto prima. 

Il piatto rimane ricco ugualmente, e offre la R1, con motore aspirato da 1,6 litri e 125 CV, che rappresenta la prima evoluzione rispetto al modello stradale, visto che ha anche il cambio ad H, e vanta un prezzo accessibile, 30.000 euro; la R3, ugualmente a 2 ruote motrici, ma con il 1.6 turbo da 210 CV, il cambio sequenziale ad innesti frontali ed un prezzo di 80.000 euro; e la R3 Max, che può contare su 230 CV ed un impianto frenante con più mordente. Il prezzo non è disponibile, ma è chiaro che sarà superiore a quello della R3. 

Il tempo è incerto, potrebbe piovere o rimanere nuvoloso con qualche sprazzo di sole, e le gomme intagliate rappresentano un'ottima soluzione per affrontare al meglio il nastro d'asfalto in cui ci sono 2 curve da affrontare in pieno, sangue freddo permettendo. Dopo un breve briefing, si passa alla fase della vestizione: tuta ufficiale, casco d'ordinanza e persino il collare hans! La cosa si fa seria e non capisco se il caldo deriva dall'abbigliamento o dall'adrenalina che entra in circolo.

Con la tipica organizzazione delle grandi squadre da rally, gli uomini della Citroen lavorano con tempi serrati e dopo poco sento chiamare il mio nome. Un momento di concentrazione ed entro nella DS3 R3 Max. Parto con la più potente del lotto e questo aumenta il coefficiente di difficoltà, riesco a districarmi nella trama di tubi del roll-bar, allaccio la cintura a 4 punti e inizio la procedura per la partenza. C'è solo un paddle alla destra del volante che consente di salire di marcia tirandolo verso di me e di scalare compiendo il movimento contrario. Al centro presenta un pulsante per l'avviamento, mentre ancora più a destra è presente un pratico display. Spingo la frizione, che userò solo per partire e parcheggiare, e prendo la via della pista.

L'auto è viva, scattante, e si proietta come una fionda verso il primo tornante, spingo forte il freno, come suggerisce il prezioso istruttore-navigatore, e inizio a sperimentare le variazioni d'assetto in uscita. Con mia grande sorpresa, la DS3 Max infonde grande sicurezza, anche se al primo affondo vero mi ricorda che bisogna essere rapidi con le braccia e fulminei nelle reazioni per gestirla. Sul veloce presenta una stabilità che non ti aspetti, tanto che riesco a percorrere in sesta piena la esse veloce. Poi arriva una curva da quinta e subito dopo una chicane da terza, e in questo frangente conta il tempismo più di ogni altra cosa. E' indispensabile guardare molto avanti, anticipare i tempi, perché è fondamentale mettere le ruote nel posto giusto. I cordoli non spaventano più di tanto e, a poco a poco, il divertimento prende il sopravvento. 

Cambio auto e salgo sulla R3, concettualmente molto simile, ma con meno cavalleria e con un impianto frenante meno performante. L'approccio con la Max è servito, inoltre ho preso riferimenti importanti in pista, quindi inizio a spingere da subito. L'auto è sostanzialmente neutra, rigida il giusto e, come la sorella maggiore, con una posizione di guida ultraribassata per sentire al meglio tutte le reazioni. Lo spunto è inferiore, ma il motore garantisce comunque una gran velocità dove serve e la differenza più marcata la riscontro in frenata, dove bisogna spingere il pedale con molta forza per non rischiare di arrivare lunghi. Ci vuole maggiore accortezza nei rallentamenti, ma si può osare, e nelle svolte lente il trucco è quello di prolungare la frenata fin dentro la curva.

Dopo l'esperienza con una vettura impegnativa come la R3, ecco che arriva il momento della R1, aspirata, con cambio ad H e strettamente imparentata con la DS3 di serie. Vista così, il rischio è quello di prenderla sotto gamba, perché il motore spinge meno e tutto accade più lentamente, ma guai a sottovalutarla! Me ne accorgo nella seconda curva da quinta piena, la sesta marcia non c'è, dove l'assetto più morbido innesta un leggero movimento della scocca che provoca un Sovrasterzo ad alta velocità, fortunatamente il volante è pronto e l'auto mi asseconda rapidamente nella correzione, ma mi costringe ad un ingresso con tanto di sbandieramento del posteriore alla chicane successiva. Imparata, la lezione guido la R1 in maniera più progressiva, magari sacrificando un filo di velocità in entrata nelle curve veloci e privilegiando l'uscita. In questo modo la più piccola delle DS3 da corsa mi ricompensa con reazioni più progressive senza farmi perdere velocità sul giro, ma in frenata, tende a scomporsi ugualmente, per cui agisco in maniera progressiva sul pedale e sfrutto il trasferimento di carico per l'inserimento in curva. Davvero un'ottima palestra per chi inizia a cimentarsi nei rally.

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di Valerio Verdone | 28 maggio 2014

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