Le Mans, ritorna il mito della 24 Ore

La 77esima edizione della 24 Ore di le Mans è alle porte. I pretendenti alla vittoria assoluta e gli italiani in gara nella corsa più dura del mondo

Le Mans, ritorna il mito della 24 Ore

di Leopoldo Canetoli

10 giugno 2009

La 77esima edizione della 24 Ore di le Mans è alle porte. I pretendenti alla vittoria assoluta e gli italiani in gara nella corsa più dura del mondo

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Fascinosa e terribile, la gara più temuta dell’anno, è alle porte per la sua settantasettesima edizione. La 24 Ore di Le Mans era stata organizzata per la prima volta nel 1923 da Charles Faroux, meccanico, campione di biliardo, e Georges Durand, allora presidente dell’Automobile Club de l’Ouest, per “favorire lo sviluppo della tecnica“.

Più viva che mai, questa pazza corsa, vedrà anche quest’anno una fiumana di spettatori, dai due ai trecentomila, che si accalcheranno per tutta la settimana attorno alla cittadina di Le Mans. Sì perché la 24 Ore dura una settimana, dal martedì delle verifiche in Place de Jacobins ai giorni di prove, mercoledì e giovedì, fino al via della gara il sabato che quest’anno sarà dato da Luca di Montezemolo alle 16 (e non alle 15 come tradizione).

Non ci sarà, come accade ormai dal 1970, la “partenza Le Mans”, con la corsa dei piloti che devono raggiungere l’abitacolo delle loro vetture schierate a spina di pesce dalla parte opposte del rettilineo. Partenza spettacolare che fu abolita per ragioni di sicurezza dopo che Jacky Ickx nel 1969 attraversò la pista a passo d’uomo, sedendosi con calma e allacciandosi le cinture. Ma forse si pentì, in gara, della sua flemma, dal momento che gli toccò di rincorrere e vinse con soli due secondi di vantaggio…

Come al solito la pattuglia degli stranieri, appassionati, sarà quella inglese. Per i sudditi di Sua Maestà la 24 Ore è il vero mito, e continueranno a tifare per Aston Martin, Lola e Ginetta, visto che di Jaguar e di Bentley non si parla più… Se ne conteranno a migliaia, più o meno pieni di birra nel Village, all’ombra della grande ruota… Per molti di loro sarà vangelo la famosa frase di Steve McQueen: “La vita non è che una lunga, noiosa attesa, tra una corsa e un’altra…“.

La sfida più aspra per l’assoluto sarà come al solito in LMP1 tra le turbodiesel Peugeot e Audi, con le Lola-Aston Martin possibili alternative. Tre le Peugeot 908 HDi FAP  ufficiali, più una quarta vettura assegnata al team Pescarolo. Contro di loro le tre Audi R15 e le due vecchie R10 del team Kolles. Da seguire anche le inedite Oreca AIM di Bruno Senna e le solide Pescarolo. Ricordiamo che per la classe LMP1 il peso minimo è 900 kg, i motori a benzina possono essere 6000 cc gli aspirati o 4000 i turbo, 5500 cc i Diesel turbo, 7000 i motori derivati di serie.

Gli italiani della Le Mans 2009

Se in LMP1 l’Italia è ben rappresentata da Dindo Capello sulla Audi R15 TDI (e da Andrea Belicchi sulla Lola-Aston privata), più piccole, ma non meno insidiose, le barchette LMP2: 825 kg di peso, motori 3400 aspirati o 2000 cc turbo. In prima fila le due Porsche RS Spyder, le vetture da battere. Da seguire per noi italiani la Lola-Judd del Racing Box per Biagi, Bobbi e Piccini che se la dovranno vedere anche con le altre Lola motorizzate Mazda e con le inglesi Ginetta con motori Zytek.

In GT1 assisteremo all’addio delle mitiche Corvette C6.R che già hanno salutato il pubblico nelle gare USA. Due le vetture ufficiali, più altre due del team Luc Alphand, che dovranno misurarsi con la Lamborghini Murciélago del bolognese Marco Apicella e l’Aston Martin DBR9 del Jet Alliance. Per questa categoria peso minimo 1150 kg, motori 8000 aspirati o 4000 turbo.

La classe minore GT2, ma non certo quella meno combattuta, vedrà l’ennesima bagarre tra le Porsche 997 e le Ferrari 430. Quest’anno le Porsche si sono dimostrate fortissime: ce ne saranno quattro tutte semiufficiali, contro molte Ferrari.

Da seguire i due equipaggi Ferrari della AF Corse, uno con a bordo il famoso attore Patrick Dempsey, e il secondo con Gimmi Bruni assieme agli argentini Perez-Companc e Mathias Russo, e le due Ferrari USA del team Risi Competizione. Altri italiani da seguire il trio Malucelli-Ruberti-Babini con la 430 della BMS Scuderia Italia gommata Pirelli e Christian Montanari sulla Ferrari-Farnbacher.