GP di Spagna: il poker di Jenson Button

Quarta vittoria di Jenson Button nel GP di Spagna. Ferrari sfortunata: guasto per Raikkonen e il quarto posto di Massa sfuma nel finale

GP di Spagna: il poker di Jenson Button

di Leopoldo Canetoli

10 maggio 2009

Quarta vittoria di Jenson Button nel GP di Spagna. Ferrari sfortunata: guasto per Raikkonen e il quarto posto di Massa sfuma nel finale

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Quinto Gran Premio della stagione, quarta vittoria di Jenson Button, seconda doppietta della Brawn nel GP di Spagna. Questa in sintesi la situazione nel Mondiale Formula 1 al rientro sulle piste europee, e alla vigilia di Montecarlo.

Con una Ferrari leggermente in crescita e una McLaren in crisi, con un Lewis Hamilton nono ma addirittura doppiato. Così Button, aiutato da una gran macchina, e con una strategia “giusta” di due sole soste, va a 41 punti davanti a Barrichello che ne ha 27 e Vettel 23.

Felipe Massa e Kimi Raikkonen hanno solo 4 punticini a testa: nel Mondiale Costruttori la Brawn ha 68 punti (qualcuno ha fatto notare che in sole cinque gare ha fatto più punti della Honda in due anni…) davanti alla Red Bull che ne ha 38,5 e alla Toyota con 26,5. La Ferrari punti 6.

Sembra chiaro che alla Brawn lo stratega Ross abbia fatto le sue scelte, quella cioè di favorire Button, leader della classifica, per il quale ha modificato in corsa la strategia passando dalle tre soste previste alle due soste, strategia che si è dimostrata poi quella vincente, mentre il povero Rubens Barrichello, che pur era al comando della gara dopo una partenza strepitosa, ancora si chiede perché quel cambio di strategia non sia stato fatto su di lui…

C’era  molta attesa per la partenza, con Button e Vettel in prima fila, ma dietro Barrichello e soprattutto Massa che aveva a disposizione il Kers, che poteva essere un’arma in più nel momento dello stacco. In effetti il Kers della Ferrari ha ben funzionato, ma “Paperino” Barrichello è stato ancor più veloce schizzando al comando davanti al compagno di squadra Button e a Massa, che è pur partito bene.

Caos alla curva 2

Alle loro spalle, alla seconda curva, è scoppiato il finimondo. Jarno Trulli ha accusato Nico Rosberg di averlo spinto fuori traiettoria, è finito nella sabbia perdendo il controllo della Toyota, e quando è rientrato in pista di traverso la seconda metà del gruppone ha rallentato improvvisamente. Così le due Toro Rosso sono finite una sopra l’altra e Adrian Sutil si è preso una bella ruotata. Risultato: quattro macchine fuori gara, e Safety Car in pista.

Per quatto giri tutti in colonna e nuovo via con Barrichello che ha preso il comando delle operazioni seguito da Button, Massa, poi Vettel, Weber, Alonso, Glock e Rosberg, mentre Raikkonen se la vedeva con Heidefeld. Ma per il ferrarista, già deluso per una scelta sbagliata in sede di qualifica, ancora gara sfortunata per un problema elettrico o di elettronica che lo ha fatto fermare a motore spento.

Comincia il valzer dei rifornimenti: Massa per un giro rimane al comando, ma poi anche lui assieme a Vettel deve entrare ai box per rifornire dopo 20 giri. Le due Brawn si alternano al comando. Pare che la strategia decisa per entrambi fosse di tre soste, per fare in modo di avere lo stint con le gomme dure, meno performanti, il più breve possibile.

Ma Ross Brawn si accorge che si potrebbe far meglio (per far vincere Button naturalmente…) e per l’inglese cambia strategia richiedendogli solo due soste dalla metà gara in poi. Così, con Button sempre al comando davanti a Barrichello e Massa sembrava potersi concludere la gara.

Ma alla Ferrari piove un altro inconveniente. Nell’ultimo pit stop la macchina per il rifornimento non funziona bene. C’è un riflusso di carburante, in pratica entra meno benzina nel serbatoio. E gli ingegneri dalla telemetria se ne accorgono. Al 56° giro Rob Smidley, l’ingegnere di Massa, lo chiama via radio dicendo che in quel giro ha consumato troppo carburante, che deve cercare di consumarne meno altrimenti dovrà fermarsi per un rabbocco…

Cosa devo fare?” chiede disperato il pilota brasiliano, che si trova in coda Vettel e non può mollare il ritmo per non farsi superare. Ma lo saprà cinque giri dopo, quando dai box gli diranno di lasciar passare Vettel, perdere la posizione pur di arrivare al traguardo…

Così il povero Massa ha dovuto guidare negli ultimi giri come a un Economy Run ed ha subito anche il sorpasso di Fernando Alonso all’esterno, all’ultimo giro, senza potersi difendere.

Per lui, incolpevole, solo tre punticini mentre i due della Brawn salivano sul podio assieme all’australiano Webber. Ora, tra due settimane, appuntamento sul Principato di Monaco. Le Brawn sono ancora imprendibili, le Red Bull sempre pericolose, ma le Ferrari crescono.