Gli impianti Chrysler che produrranno le vetture Fiat negli USA

La Fiat 500 in Messico e l'Alfa MiTo in Canada. Ecco dove potrebbero essere prodotte le prossime Fiat/Chrysler se l'accordo si farà

Qualsiasi forma d'accordo prevista tra Chrysler LLC e Fiat SpA (che dovrà concretizzarsi entro il 30 Aprile) comporterebbe che gli impianti di produzione Chrysler in tutta l'America del Nord dovranno produrre una nuova generazione di veicoli che potrebbero essere venduti attraverso i marchi Chrysler, Dodge, Jeep, Fiat e Alfa Romeo. I siti interessati sono quello di Windsor in Canada, quello di Toluca, in Messico, e Belvidere in Illinois.

L'impianto di Windsor è quello dove il gruppo produce attualmente una serie di minivan come la Chrysler Town & Country, la Dodge Grand Caravan e la Volkswagen Routan, che altri non è che un Caravan con mascherina Volkswagen, che non ha riscosso il successo sperato negli States. In questo sito, a seguito dello spostamento della produzione di minivan in Ohio, verranno prodotte l'Alfa MiTo e una nuova Chrysler di ridotte dimensioni basata sul pianale della prossima Grande Punto.

Ironia della sorte, proprio a Windsor l'amministratore delegato di FIAT, Sergio Marchionne, che possiede passaporto italo-canadese, conseguì il Master in Business Administration presso la locale Università, che nel 2005 lo ha anche insignito di una Laurea in Legge honoris causa.


Per la Fiat 500 si prospetta, invece, l'ipotesi di una produzione in Messico in quel di Toluca da dove attualmente escono la Dodge Journey e la Chrysler PT Cruiser prossima alla pensione; nello stesso stabilimento potrebbe prender vita un nuovo modello Jeep basato sulla futura Panda Cross.

A Belvedere, dove vengono assemblate Jeep Compass, Patriot e Dodge Caliber, in futuro ospiterebbe le linee per Milano e Giulia; in Illinois potrebbe nascere un progetto che vedrebbe lo sviluppo e la produzione, attraverso una piattaforma comune, della nuova Jeep Cherokee e di un'Alfa Romeo crossover, un progetto che era stato dato per accantonato e che con lo sbarco de Biscione in America potrebbe riprendere quota.

Adattare gli impianti alla futura produzione avrebbe però un costo piuttosto alto: si parla di un miliardo e mezzo di dollari, parte dei quali provenienti da prestiti federali. Sempre se l'accordo, come auspicato da Obama, entrerà in porto entro la fine del mese.

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