Microcar: boom della produzione nel 2013

La crescita delle città, l’inquinamento e il prezzo del petrolio stanno spingendo i Costruttori ad esplorare il segmento delle microcar.

Renault Twizy

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Negli ultimi anni il mercato delle microcar sta subendo una costante crescita che secondo gli analisti del settore dovrebbe trasformarsi in un vero e proprio boom entro il 2013.

Le previsioni indicano che ben 30 produttori - di cui 7 tra i primi 10 costruttori mondiali di auto - avranno un ruolo di primo piano nello sviluppo del settore delle microcar. Secondo uno scrupoloso studio effettuato dall'importante gruppo di ricerca internazionale Frost & Sullivan, entro il 2013 il segmento delle piccole automobili dovrebbe vedere l'introduzione di oltre 60 nuovi modelli, tra cui molti quadricicli.

Circa 10 Costruttori automobilistici sono già in una fase molto avanzata ed hanno già in programma di lanciare 19 nuovi modelli entro breve tempo, mentre se guardiamo al recente passato, al Salone di Parigi 2010 e al Salone di Ginevra 2011 sono stati presentati ben 30 modelli inediti di microcar. Per incrementare le vendite e risolvere il problema dell'inquinamento urbano, la maggior parte di queste vetture verranno proposte con propulsori alimentati con energia elettrica o con combustibili alternativi.

Per il momento i leader del settore delle microcar rimangono le aziende Aixam e Ligier, ma case automobilistiche del calibro di Renault, Peugeot, Citroen e Tata Motors, solo per citarne alcune, hanno annunciato o sono già entrate in questo particolare segmento: basti pensare a vetture come la Tata Nano già sul mercato da qualche tempo o ancora alla Renault Twizy, attesa per il 2012.

I problemi maggiori che riscontreranno le Case automobilistiche nel prossimo futuro saranno legate ai problemi di autonomia e alle prestazioni limitate di queste piccole vetture, visto che circa il 75% delle microcar sarà spinto da propulsori elettrici alimentati a batterie. Secondo l'affermato analista, le maglie legislative su questo tipo di vetture potrebbe stringersi di molto in futuro, con l'introduzione di nuove e più severe normative - in particolare per quanto riguarda la sicurezza - che potrebbero far lievitare notevolmente i costi di produzione a causa dell'inevitabile aggiunta di nuovi componenti, resi obbligatori per legge.

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di Francesco Donnici | 05 luglio 2011

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