Tata Nano: una low cost che… non vende

A rilento le vendite della Tata Nano: in 20 mesi appena 70.000 consegne. Auto troppo costosa per i meno abbienti e poco cara per la middle class?

Tata Nano: una low cost che... non vende

di Andrea Barbieri Carones

10 gennaio 2011

A rilento le vendite della Tata Nano: in 20 mesi appena 70.000 consegne. Auto troppo costosa per i meno abbienti e poco cara per la middle class?

Sembra essere arenato il sogno di motorizzare l’India con auto low-cost. Il sogno era quello di sostituire i milioni di scooter circolanti per il subcontinente con altrettante Tata Nano, il veicolo che con i suoi 1.800 Euro era, ed è ancora, l’auto più economica al mondo.

Quelle decine di milioni di abitanti che fanno parte della borghesia indiana, con un lavoro e con un reddito in crescita, non hanno però apprezzato gli sforzi del presidente Ratan Tata che voleva sondare il mercato iniziando proprio dalla sua India: da quando sono iniziate le vendite (nell’aprile 2009) a oggi ne sono state vendute appena 70.000. Emblematici i dati di novembre 2010: appena 509 consegne e crollo dell’85% rispetto allo stesso mese del 2009. E il fatto che nello stesso mese i marchi Jaguar e Land Rover (stesso gruppo Tata) abbiano avuto buone performance di vendite, fa capire che qualche cosa non funziona.

Che cosa ha inciso nella debacle di casa Tata? Le difficoltà correlate alla distribuzione, lo spostamento del sito produttivo dal Bengala al Gujarat a causa di tensioni sociali e una discutibile sicurezza del veicolo, che in alcuni casi è stata oggetto di strane autocombustioni.[!BANNER]

A monte, però, potrebbe esserci un motivo ben più profondo che ha ribaltato i risultati iniziali che vedevano una lunga lista d’attesa per poter entrare in possesso di una Nano, al punta che i vertici aziendali avevano iniziato ad assegnare le prime unità mediante una lotteria: ci potrebbe essere il fatto che questo modello non riesce a conquistare né le classi meno abbienti (che per uno scooter o un’Ape car a tre  ruote pagano molto meno) né quelle che si stanno arricchendo col boom economico, che puntano invece a modelli migliori, che rappresentino uno status symbol.