In passivo il 2008 di Seat

Passivo da 78 milioni di euro per la Casa iberica nel 2008. Ma a Martorell sono fiduciosi sul successo delle nuove Ibiza ed Exeo

In passivo il 2008 di Seat

di Redazione

24 marzo 2009

Passivo da 78 milioni di euro per la Casa iberica nel 2008. Ma a Martorell sono fiduciosi sul successo delle nuove Ibiza ed Exeo

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Momento difficile per Seat, che ha chiuso l’anno fiscale 2008 con un passivo di 78 milioni di euro. Nel 2007 si era invece registrato un attivo di 8 milioni. Durante il 2008, la Casa iberica ha consegnato 368.000 vetture, contro le 431.000 dell’anno precedente, per un ricavo di 4,81 miliardi euro (5,57 nel 2007).

Accanto a questi dati negativi, c’è da registrare però una crescita del 10% per quanto riguarda gli investimenti in nuovi prodotti, ricerca e sviluppo e nel miglioramento dei processi produttivi. Solo per il lancio delle nuove vetture, sono stati spesi 478 milioni di euro.

Nel 2008 Seat ha introdotto le nuove versioni dei suoi cavalli di battaglia, fra cui la nuova Ibiza e l’Ibiza SportCoupé e poco tempo fa sono state presentate al pubblico l’Ibiza Ecomotive e l’Exeo: molte speranze si appuntano in particolare su quest’ultima vettura, che consente alla Casa spagnola di fare il suo ingresso nel segmento D, quello delle berline medie.

Il management ritiene così di aver gettato le basi per un ulteriore allargamento dell’offerta di mercato Seat. L’anno prossimo poi, è atteso il lacio della terza versione della Ibiza, un modello station wagon che prenderà il nome di Ibiza ST. “Nel 2008 abbiamo fatto progressi significativi riguardo i nostri prodotti. La nuova Ibiza rappresenta un salto di qualità notevole in termini, mentre la Exeo ci apre le porte di altri segmenti di mercato“, ha detto il presidente di Seat Eric Schmitt.

Ma tutto questo domani: oggi è il tempo dei sacrifici e del tirare la cinghia, in attesa che passi la burrasca della crisi economica: è notizia recente che il 65,5% dei lavoratori dello stabilimento di Martorell ha votato a favore del congelamento dei propri stipendi per tutto il 2009. Tutto, pur di salvare posti di lavoro.