Fiat: deve investire di più su prodotto e innovazione

Per Fiat necessari più investimenti nell’innovazione e nello sviluppo del prodotto. Lo sostiene un docente di economia all’Università di Venezia

Fiat: deve investire di più su prodotto e innovazione

di Giuseppe Cutrone

07 ottobre 2010

Per Fiat necessari più investimenti nell’innovazione e nello sviluppo del prodotto. Lo sostiene un docente di economia all’Università di Venezia

Se il gruppo Fiat vuole mantenersi competitivo nel mercato mondiale dell’automobile ha bisogno di investire di più nell’innovazione e nello sviluppo del prodotto.

Lo sostiene il professor Giuseppe Volpato, docente di economica all’Università Ca’ Foscari di Venezia ed esperto del mercato dell’auto. Volpato, che ha parlato in occasione della 66esima Conferenza del traffico e della Circolazione promossa dall’ACI di Riva del Garda, ha quindi consigliato la strada “giusta” da prendere a Sergio Marchionne.

Per il professore, l’attuale strategia Fiat, che vede pochi investimenti sulla gamma dei modelli offerti rispetto agli sforzi profusi in ambito motoristico, potrebbe portare a perdere quote di mercato soprattutto all’estero, dove al contrario il gruppo italiano ha maggiore necessità di espandersi: “Marchionne sa benissimo cosa bisognerebbe fare, ma evidentemente deve tenere conto della condizioni di bilancio. Però, direi che deve investire di più in innovazione e sviluppo di prodotto. Sta investendo in tecnologie motoristiche, ottima cosa, ma bisogna anche lanciare prodotti nuovi.”[!BANNER]

Un aiuto per l’espansione in mercati diversi da quelli coperti attualmente può venire, secondo il docente, dall’accordo con Chrysler: “Fiat e Chrysler è una cosa importante perché Fiat ha punti di forza e di debolezza: è molto concentrata su pochi mercati e ha bisogno di espandersi su altri. Per questo, Chrysler è un traino molto importante“. Altro punto da migliorare è poi il posizionamento sul mercato: “Fiat è spostata sul segmento ‘popolare’, che è interessante a livelli di consumi, ma la concorrenza su questo segmento è molto forte. Così, deve continuare a rafforzare i segmenti tradizionali dando loro una connotazione ‘Premium’ come è la Fiat 500“.

“Un altro punto di debolezza – ha continuato Volpato – è la scarsa presenza di Fiat nell’area ‘Bric’: in Brasile è molto ben posizionata, ma in India la joint venture è partita in ritardo e sta vendendo briciole. In Cina la Fiat era partita anni fa ma ha sbagliato partner e ha cambiato più volte. Speriamo che con il nuovo Guangzhou le cose migliorino”.

Maggiore apertura verso altri mercati, riposizionamento dell’offerta con un occhio alle fasce più alte del mercato e maggiore attenzione alla gamma. Sono questi, in sintesi, i punti che potrebbero garantire un futuro più competitivo a Fiat secondo Volpato, non mancando tuttavia di tenere in considerazione le esigenze di bilancio, che da sole incidono spesso sulla strategia di un gruppo pur importante come Fiat.

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