Mercato auto: un'estate da dimenticare

Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Italia registrano forti perdite nei mesi estivi. Filipponi (Unrae): "Paghiamo la fine degli incentivi"

Il mercato dell'auto è in caduta libera in tutta Europa. A snocciolare gli ultimi dati preoccupanti questa volta è Unrae, l'unione nazionale dei rappresentanti di veicoli esteri, che ha evidenziato la forte flessione nei mesi di luglio e agosto.

Una flessione che è stata riscontrata in tutti i principali paesi del vecchio continente. Senza distinzioni particolari, chi più chi meno, tutti ne escono con le ossa rotte: in luglio il calo complessivo è stato del 17,9% per complessive 1.068.433 immatricolazioni, in agosto del 12,1% (731.503 unità), valori che evidenziano una diminuzione nei primi 8 mesi dell'anno pari al 3%. 

In Germania che all'inizio degli incentivi si era registrato un boom considerevole nelle immatricolazioni, la flessione è stata del 30,2% in luglio e del 27% in agosto. Rispetto all'anno precedente il calo si è fermato al 28,7%. Le cose vanno leggermente meglio in Francia dove la diminuzione si è attestata al 12,8% (luglio) e 7,9% (agosto), per un bilancio da gennaio ad agosto a segno positivo, seppur di poco (+2%).

In Gran Bretagna il mercato ha registrato perdite del 13,2% in luglio e del 17,5% in agosto, ma con un bilancio degli 8 mesi del 2010 a segno più (13,2%). In Spagna infine sono state immatricolate in luglio 82.167 vetture, con una flessione del 24,1% e del 23,8% in agosto, quando le immatricolazioni sono state 44.578. I valori sui primi sei mesi dell'anno però si mantengono ancora positivi (+21,9%). Pessima la performance dell'Italia che in luglio ha registrato una flessione del 25,7% e in agosto del 19,3% (qui gli altri dati Unrae sul mercato nazionale).

"In questo quadro negativo generale - spiega Gianni Filipponi, Direttore Generale dell'Unrae - il mercato italiano conferma la sua estrema debolezza, con un andamento contrattuale che a fine anno porterà alla perdita di circa 650.000 contratti rispetto al 2009 e a un minor gettito Iva per le casse dello Stato, che noi valutiamo attorno ai 2 miliardi di euro".

La causa di questo tracollo è presto spiegata: la fine degli incentivi. Secondo Filipponi "i grandi mercati europei dell'automobile hanno tutti registrato in luglio e agosto pesanti flessioni da una parte a causa della fine degli incentivi praticamente in tutti i principali Paesi; dall'altra a causa della lentissima uscita dalla crisi economica che non mette famiglie e aziende ancora in condizione di affrontare un acquisto così importante quale l'automobile".

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di Lorenzo Stracquadanio | 16 settembre 2010

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