Bmw: in futuro più Mini e trazione anteriore

Lo ha anticipato l'AD Norbert Reithofer. Nel 2020, vendite a +55%. Nuovi modelli, più offerta per la Mini e trazione anteriore per Bmw

Aumento del 55% di vendite nei prossimi 10 anni, un nuovo impianto di produzione, debutto di nuovi modelli. Lo ha precisato, in questi giorni, Norbert Reithofer, amministratore delegato del Gruppo, in una relazione alla dirigenza Bmw.

La strategia di Monaco di Baviera consisterà, annuncia Reithofer, nella "Penetrazione in nuovi segmenti dopo il 2012" e nell'ampliamento di gamma della Serie 6 e della Mini. In totale, anticipa il dirigente, l'aspettativa nell'aumento delle vendite dovrebbe assestarsi, per il 2020, sui 2 milioni di veicoli all'anno, contro il milione 290.000 attuale.

Nel settore delle coupé, Reithofer ha annunciato di volere aggiungere una Serie 6 a quattro porte a quella a 2 porte. Quanto alle novità tecnologiche, si fa strada l'introduzione della trazione anteriore.

Una chiara "rottura" con la tradizione di Monaco di Baviera, che ha sempre declinato i propri modelli con la trazione posteriore. Questa mossa potrebbe tornare utile nell'espansione dell'offerta di nuovi modelli compatti.

Tuttavia, il panorama delle vetture da città non si può definire completo senza un occhio alla Mini, che dopo il rinnovamento della gamma nei mesi scorsi e l'imminente arrivo nelle concessionarie della Countryman si amplierà ulteriormente, entro due anni, con l'arrivo delle versioni roadster e coupé.

Nel 2009, le vendite della Mini sono state 217mila: "Troppo poche - dice l'amministratore delegato Bmw - Dobbiamo raggiungere livelli ancora più alti per espandere la nostra offerta di vetture medio-piccole e a trazione anteriore, per garantire futuro al marchio".

Resta confermato il programma Megacity, la citycar elettrica attesa per il 2013 con le insegne di un altro brand Bmw, e con una novità della quale si parlerà molto nei prossimi mesi: "Non è detto che il progetto Megacity non venga poi ampliato a una vettura da famiglia".

Poi in Europa Bmw sfrutta i propri stabilimenti al 90% della capacità produttiva. Tuttavia, da Monaco di Baviera si spinge per una ulteriore crescita: sono stati investiti un milione 500.000 dollari per incrementare la produzione negli impianti di USA e Cina, dove si prevede una ulteriore crescita di vendite, seppure nel Paese della Grande Muraglia occorra tenere conto di un possibile futuro raffreddamento del mercato.

Per il momento, la questione è tenuta sotto controllo dal buon livello di vendite registrato in Cina, che per Bmw a luglio sono aumentate dell'82% e ne hanno fatto il terzo mercato più importante dopo gli Stati Uniti e la Germania.

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di Francesco Giorgi | 07 settembre 2010

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