Chrysler, GM e Ford tornano in utile

Chrysler, General Motors e Ford riportano utili operativi nel primo trimestre del 2010, con buone prospettive anche per il secondo

"I segnali di ripresa ci sono" ha detto Barack Hussein Obama preparandosi a visitare i cantieri automobilistici di Detroit. E in effetti i conti che sono sui tavoli dei dirigenti delle tre Big dell'auto d'oltreoceano (Chrysler, General Motors e Ford) non mentono e mostrano utili operativi per tutti, per la prima volta dal 2004.

L'inquilino della Casa Bianca visiterà questa sera (a ora di pranzo negli Usa) lo stabilimento Chrysler di Jefferson North insieme all'amministratore delegato Sergio Marchionne e poi quello General Motors di Hamtrack, sempre nei dintorni di Detroit, mentre il 5 agosto sarà vicino a Chicago nello stabilimento Ford, l'unica Casa a non aver chiesto il salvataggio pubblico.

Anche se i progressi sono lenti, il governo inizia a vedere segnali incoraggianti da parte del mercato con risvolti positivi sia sul fronte della redditività sia su quello dell'occupazione. Sotto la lente soprattutto General Motors, in vita grazie a un vero e proprio salvataggio statale di 6,7 miliardi di dollari, che l'azienda ha già restituito soprattutto in vista della prossima quotazione alla Borsa di New York prevista entro la fine del 2010.

"C'è ancora molto da fare" hanno detto Ron Bloom e Ed Montgomery, il consigliere del ministro del Tesoro e il capo della task force sull'industria automobilistica della Casa Bianca nonché autori del rapporto. "I progressi però superano le attese: se il governo americano non fosse intervenuto - si legge nel documento - Gm e Chrysler sarebbero fallite e si sarebbero persi oltre un milione di posti di lavoro".

Conti alla mano, dunque, General Motors ha chiuso i primi 3 mesi con un utile di 865 milioni di dollari, contro i 143 milioni di Chrysler che ha confermato un andamento simile anche per il periodo aprile-giugno. Buone anche previsioni per il secondo semestre, soprattutto per Ford che ha annunciato un profitto da 2,6 miliardi di dollari. A maggio, infine, Chrysler ha restituito al Tesoro americano 3,4 miliardi di dollari.

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di Andrea Barbieri Carones | 30 luglio 2010

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