Saab: “Possiamo fare i nostri programmi”

Forte liquidità e finanziamenti della Banca Europea. L’amministratore delegato Saab fiducioso per il futuro con la 9-5 e la Suv 9-4 X

Saab: "Possiamo fare i nostri programmi"

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di Lorenzo Stracquadanio

28 giugno 2010

Forte liquidità e finanziamenti della Banca Europea. L’amministratore delegato Saab fiducioso per il futuro con la 9-5 e la Suv 9-4 X

Saab ritornerà presto in carreggiata nel mercato automobilistico. E’ questa l’opinione di Jan Ake Jonsson, Ceo della casa automobilistica svedese che ha spiegato le ragioni del proprio ottimismo. Ragioni economiche innanzitutto visto che, spiega Jonsson, “abbiamo una forte liquidità, grazie ai 200 milioni di dollari realizzati cedendo la proprietà intellettuale della 9-5 ormai fuori produzione e ai 326 milioni di dollari forniti da General Motors, a cui si aggiunge un loro ulteriore supporto di 176 milioni di dollari“.

Come se non bastasse la Casa di Trollhattan potrà far leva sul finanziamento erogato dalla Banca Europea degli Investimenti, pari a 550 milioni di euro “a cui potremo accedere fino al 2012 e che dovremo rimborsare solo a partire dal 2017”. I soldi quindi non mancano a Saab che sulla carta potrà portare a compimento i programmi già avviati di nuovi modelli come la 9-5 e la Suv 9-4 X, che sarà realizzata in Messico presso GM, e la nuova generazione della 9-3. Ancora un’incognita invece il segmento della compatta 9-2 che l’azienda sta valutando senza però essere ancora entrato ufficialmente nel business plan.[!BANNER]

Jonsson ha inoltre delineato a grandi linee quali saranno gli indirizzi del nuovo corso di Saab: “Guardiamo con interesse ai mercati emergenti ed in particolare alla Cina ed alla Russia. Non abbiamo però ancora deciso cosa faremo e chi saranno i nostri partner locali. Brasile ed India non sono al momento una priorità per Saab”.