General Motors: ecco le cifre della crisi

Nero su bianco, il rendiconto di GM del 2008: in evidenza una perdita di 30,9 miliardi di dollari. Ma Rick Wagoner resta fiducioso

Anno di perdite record, il 2008, per la General Motors. Il più grande (come addetti e volume di vendite) colosso mondiale dell'automobile, ha annunciato, in questi giorni, le cifre del suo 2008.

L'esercizio appena trascorso è stato, secondo gli uffici economici, il peggiore per la GM negli ultimi cinquant'anni, e un dato su tutti evidenzia questa esternazione: il passivo di 30,9 miliardi di dollari nel bilancio aziendale.

Nello specifico, il colosso di Detroit ha denunciato un calo costante per tutto il 2008 pari a 16,8 miliardi di dollari. Una cifra enorme, se rapportata ai 249 milioni di perdita del 2007. Ma, come si sa da tempo, questo è l'effetto principale della crisi che ha colpito tutti i mercati.

Comprese tutte le "voci" di bilancio, come si diceva il passivo globale è stato di 30,9 miliardi di dollari. Il fatturato del gruppo è di 149 miliardi (180 nel 2007), in gran parte derivato dal settore auto, con 148 miliardi (in netto calo anche questo dato: l'anno precedente, il fatturato auto era stato di 178 miliardi). La causa? Presto detto: l'improvviso calo delle vendite, un picco negativo dei consumi e un indotto a livelli mai così bassi: tutto questo derivato dall'agitazione nel mercato economico globale.

Qualche dato percentuale: le vendite globali, con 3,6 milioni di unità vendute, hanno accusato un calo del 5% rispetto al 2007 (una larga fetta del mercato USA, se si pensa che l'intera industria automobilistica nord americana ha avuto un calo del 18%).

Come dire, una situazione negativa mai vista prima. E però, la dichiarazione del numero uno del Gruppo, una spietata autoanalisi sull'andamento dell'anno appena trascorso, lascia trasparire una certa fiducia: "Il 2008 è stato estremamente difficoltoso: non solo per noi, ma per tutti i mercati. Per quello nord americano e per quelli internazionali. In special modo la seconda parte dell'anno è stata davvero molto,molto difficile", ha spiegato Rick Wagoner, presidente e amministratore delegato del gruppo General Motors. "Queste condizioni hanno creato un ambiente molto competitivo fra la GM e gli altri gruppi, e ci hanno portato ad assumere delle misure di ristrutturazione del business ancora più aggressive e difficoltose".

D'altro canto, spiega Wagoner, lo scenario attuale deve spingere il gruppo a perseguire la strada della qualità costruttiva: "Ci aspettiamo che la situazione non migliorerà certo nel 2009, ed è per questo che stiamo accelerando le nostre mosse di ristrutturazione. Allo stesso tempo, prosegue il nostro impegno nella progettazione di autoveicoli sempre più orientata al risparmio di carburante. Siamo pur sempre una realtà di primo piano nella tecnologia motoristica".

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di Francesco Giorgi | 28 febbraio 2009

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