Inizia la produzione della Fiat 500 in Messico

Sergio Marchionne ha annunciato per fine anno l’inizio della produzione della 500 nell’impianto messicano di Toluca

Inizia la produzione della Fiat 500 in Messico

di Andrea Tomelleri

09 febbraio 2010

Sergio Marchionne ha annunciato per fine anno l’inizio della produzione della 500 nell’impianto messicano di Toluca

Si cominciano a vedere i primi frutti dell’accordo FIAT-Chrysler, stipulato lo scorso 30 aprile. L’amministratore delegato del gruppo, Sergio Marchionne ha annunciato per fine anno l’inizio della produzione della 500 nell’impianto messicano di Toluca, circa due ore da Città del Messico. Marchionne, che ieri era nella città messicana, ha illustrato insieme al presidente federale del Messico Felipe Calderon i dettagli del piano industriale, che prevede di produrre in loco circa 100.000 FIAT 500 all’anno.

La scelta del sito produttivo è ricaduta sul Messico per i legami commerciali che questo paese è in grado di offrire nel continente americano. Il paese è infatti sia membro del Nafta, North American Free Trade Agreement, insieme a Stati Uniti e Canada, sia partner commerciale del Mercosur, mercato comune dell’America Latina. Marchionne ha in programma di esportare il 50% della produzione in Nord America, circa 50.000 unità, mentre il restante 50% nell’America del Sud.

L’impianto di Toluca, inoltre, è una fabbrica ad alta qualità, ben ottimizzata e attiva da oltre quarant’anni per il gruppo Chrysler: qui sono stati assemblati i SUV Journey e ancora oggi dalle sue linee escono i PT Cruiser.[!BANNER]

Rilevante anche l’aspetto economico, particolarmente vantaggioso per il Lingotto: il 70 % dell’investimento totale di 550 milioni di dollari è garantito dal governo messicano, con una formula mista di prestiti e incentivi.

A margine della presentazione del piano industriale per la 500, Marchionne ha fatto il punto sullo sviluppo di auto elettriche da parte del suo gruppo: Chrysler “potrebbe avere a breve termine auto elettriche”. Il manager italo-canadese ha però espresso anche i suoi dubbi sull’effettivo contributo delle elettriche nella riduzione di CO2, ricordando che, come rilevato da una serie di studi, le auto elettriche non sono neutrali rispetto alle emissioni di carbonio.

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