A Detroit è boom delle auto taglia small

In fiera le principali marche hanno presentato le small car. Ma c'è chi giura che per il 2010 e il 2011 protagoniste saranno le medie

Il successo delle "small" in nord America traina il mercato o lo precede? Questa è la principale domanda che si pongono gli addetti ai lavori durante il Detroit Auto Show, la fiera in corso di svolgimento nella metropoli del Michigan fino al 24 gennaio che ha visto un vero e proprio boom di auto di piccole dimensioni, presentate soprattutto da Ford, General Motors e Chrysler.

Alla domanda iniziale non c'è una risposta sicura, anche perché i fattori che hanno decretato questo successo possono essere molti: aumento del prezzo della benzina; cambiamento dell'andamento demografico, con famiglie meno numerose che in passato; un'economia ancora troppo debole e nuove leggi dell'amministrazione Obama che chiedono alle case costruttrici di produrre veicoli a minor consumo. E gli investimenti non si sono fatti attendere.

Emblematico il commento di un giornalista del Michigan: "Il segmento delle compatte continuerà a crescere. Ma il tasso di crescita non sarà sufficiente per vendere tutti i modelli costruiti dalle varie case".

Interessante anche il punto di vista di Ford e del suo AD Mulally, che smentisce quelli che dicono che l'azienda sta scommettendo solo sulle small: "Ci stiamo puntando solo per poter offrire ai nostri clienti una vasta gamma di prodotti, dalle piccole, alle SUV. Dato che molti americani sanno che il prezzo del greggio salirà ancora, cercano auto a basso consumo, ben consapevoli che oggi il comfort e gli accessori delle auto più piccole sono paragonabili a quelli delle grandi".

Tom Stephens, vicepresidente operativo di General Motors, ha detto invece che la produzione di petrolio non potrà soddisfare tutta la domanda, soprattutto se gli Stati Uniti e l'Europa usciranno dalla crisi. Cosa che porterà a un balzo in avanti dei prezzi alla pompa, con crescita di domanda e di offerta di auto a basso consumo.

Di avviso leggermente diverso Sergio Marchionne: il numero uno del Lingotto ha aggiunto che comunque in nord America si preferiranno modelli più grandi rispetto alla media europea, visto il differente utilizzo dei veicoli e delle diverse distanze coperte.

Controcorrente è invece David Cole, presidente di un centro di ricerca del settore automotive, che pensa che il 2010 e il 2011 saranno invece gli anni delle auto di segmento medio: "Le leggi federali americane - ha detto - non obbligano le case a costruire auto più piccole ma a farle più attente ai consumi. E con la tecnologia di oggi si possono costruire auto di oltre 4 metri o anche grandi con consumi fino a oggi appannaggio delle small". 

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di Andrea Barbieri Carones | 15 gennaio 2010

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