La chiusura di Saab fa il vuoto

Critica la situazione occupazionale a Trollhaettan, dove la chiusura dello stabilimento mette in crisi i fornitori

Messi insieme spalla a spalla uno di fianco all'altro formerebbero una catena che attraverserebbe da un capo all'altro Trollhaettan, la cittadina di 45.000 abitanti nella Svezia sudoccidentale orfana degli stabilimenti Saab. Sono infatti 7.000, fra impiegati diretti e fornitori, le persone che si sono trovate senza un lavoro dopo la chiusura dell'azienda che si è trovata senza acquirenti e, quindi, dismessa da General Motors.

Una Caporetto, per una zona benestante di una nazione ricca che, si dice, faticherà ad assorbire velocemente i lavoratori. Intanto, tanto per dare l'idea del disastro, l'agenzia di lavoro interinale che è stata "assaltata" dai senza lavoro di ogni età questa settimana aveva solo 40 offerte di impiego di cui solo 4 si adattavano al profilo degli ormai ex impiegati Saab.

Per fortuna che in zona si trova un altro colosso industriale: la divisione aerospaziale di Volvo AB, che a sua volta si trova a 44 chilometri da Goteborg. "Ma non riuscirà ad assorbire tutti" ha detto una immigrata ispanica di 57 anni, 35 dei quali passati in alla catena di montaggio Saab dove era arrivata a ricoprire la posizione di supervisore.

"Agli abitanti, non resta che emigrare altrove" ha detto un dirigente dell'agenzia di collocamento. In Svezia, su un totale di 9,3 milioni di abitanti (come la Lombardia) 140.000 lavorano nell'automotive, fra Volvo Cars, Volvo (divisione camion), Scania AB (gruppo Volkswagen) e SKF AB, il maggior fornitore di cuscinetti a sfera, e Autoliv, il più grande costruttore svedese di air bag, con base a Stoccolma.

Visto il probabile abbandono anche di Volvo, che potrebbe trasferirsi in Cina, tutto è affidato all'incontro che l'amministratore delegato del costruttore olandese Spyker sta effettuando in queste ore a Trollhaettan. L'obiettivo, che pareva sfumato, è quello di acquistare Saab da General Motors. Così l'inverno, nella gelida Svezia, potrebbe essere meno rigido.

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di Andrea Barbieri Carones | 23 dicembre 2009

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