Italia-Cina, una partnership a tutto campo

L'annuncio è dell'Ambasciatore d'Italia in Cina Sessa. Il distretto di Jiading diverrà una vera e propria città dell'automobile

La Cina si sa, è un mercato dalle enormi potenzialità ancora inespresse con cui tutti i Paesi occidentali vogliono poter avviare una collaborazione fruttuosa. Non fa eccezione il Bel Paese che vede nella Repubblica popolare un partner ideale con cui lavorare e aprirsi a nuovi e numerosi clienti. Lo sanno bene i grandi marchi di auto di lusso come Lamborghini e Ferrari che hanno inaugurato nuovi store.

In questo senso il Governo in carica sta lavorando per mettere in piedi una collaborazione "a tutto campo" nel settore automotive con il distretto di Jiading, alla periferia di Shanghai.

A rivelarlo è stato Riccardo Sessa, ambasciatore d'Italia in Cina intervenendo nel corso del forum italo-cinese "Verso l' Expo 2010: sostenibilità ed eccellenza nell'industria italiana dell'automotive del trasporto su rotaia", organizzato dall'Ambasciata italiana, dal Consolato di Shanghai e dal distretto di Jiading.

L'evento al quale hanno preso parte diverse imprese italiane del settore già attive in Cina - tra cui la Fiat che ha aperto proprio a Jiading un centro per la ricerca e lo sviluppo - si è svolto nel nuovo Shanghai Auto Museum, a due passi dal Circuito di Formula Uno dove si corre il Gran Premio di Cina.

Non sono stati resi noti i dettagli dell'intesa, ma il governatore del distretto Sun Jiwei ha sottolineato che la volontà del governo locale è di far crescere l'economia dell'area creando una nuova realtà di sviluppo alla periferia della metropoli che diverrà una vera e propria città dell'automobile.

E il distretto alle porte di Shangai ha tutte le carte in regola per riuscire nel progetto di sviluppo che ha subito una forte accelerazione proprio con la preparazione dell' Expo di Shanghai che si svolgerà il prossimo anno.

Nel corso dell'evento inoltre l'ambasciatore Sessa ha sottolineato che "i legami tra l'Italia e Shanghai assumono un grande rilievo anche nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell'insegnamento universitario", ricordando che il Politecnico di Milano e quello di Torino hanno creato in collaborazione con l'Università cinese di Tongji il Campus sino-italiano per l' attività di insegnamento e di ricerca e che l' Università di Bologna ha istituito il programma Alma Tong per il settore dell'ingegneria dell'automazione. In altre parole non sarebbe di certo la prima volta che Italia e Cina guardano in una comune direzione di sviluppo tecnologico ed economico.

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di Lorenzo Stracquadanio | 10 dicembre 2009

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