Piano incentivi, Governo in "rosso" con Fiat

Lo Stato ha debiti per mezzo miliardo di euro con il Gruppo Fiat che ha anticipato i contributi per la rottamazione

Il numero uno di Fiat Sergio Marchionne ha rivelato che il Governo italiano ha, ad oggi un debito di mezzo miliardo di euro con il gruppo del Lingotto; una somma accumulata attraverso il meccanismo del credito d'imposta che sta alla base del Programma di ecoincentivil per il settore automobilistico voluto da Palazzo Chigi.

In altre parole Fiat ha anticipato la somma destinata al Piano di sostegno che avrebbe dovuto essere erogata invece dal Governo in carica. Una vera e propria anomalia, ha spiegato Marchionne: "L'aiuto a Fiat lo stiamo pagando noi, mentre i Governi in Francia e in Germania danno aiuti direttamente. Siamo l'eccezione nel sistema europeo. Non siamo mai andati dal ministro Tremonti a chiedere una lira".

Nel nostro Paese infatti gli aiuti al settore vengono anticipati dalla concessionarie che accumulano quindi un credito con lo Stato. Se si pensa che il gruppo torinese ha in mano il 33% del mercato, il conto "salato" di 500 milioni di euro per il Governo è presto calcolato. Il rischio principale, in prospettiva, è che il debito nei confronti di Fiat possa avere effetti negativi sull'ipotesi di prolungamento del Piano incentivi anche per il 2010.

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di Lorenzo Stracquadanio | 06 novembre 2009

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