Mercato auto Europa: – 0,3% ad ottobre

Il mercato europeo dell’auto registra un leggero calo, mentre in Italia la crescita risulta ancora sostenuta.

Mercato auto Europa: - 0,3% ad ottobre

di Francesco Donnici

18 novembre 2016

Il mercato europeo dell’auto registra un leggero calo, mentre in Italia la crescita risulta ancora sostenuta.

Il mercato europeo dell’auto segna una battuta d’arresto nel mese di ottobre, registrando un – 0,3% rispetto il medesimo periodo del 2015. Secondo i dati diffusi da Acea, l’Associazione dei costruttori europei, nel mese appena trascorso sono  state distribuite 1.140.742 vetture nei Paesi Ue (+Efta),mentre nei primi 10 mesi dell’anno le auto immatricolate sono state 12,7 milioni, registrando così una crescita del 6,9% rispetto al periodo  gennaio-ottobre 2015.

In contro tendenza alla media europea, l’Italia continua a crescere segnando ad ottobre un +9,7%, seguita dalla Spagna (+4%) e dal Regno Unito (1,4%), mentre i mercati di Germania e Francia pesano negativamente sulle prestazioni dell’Europa, registrando rispettivamente un calo del  5,6% e del 4% sullo stesso periodo dell’anno.

Francia e Germania fanno invertire la tendenza positiva nell’Ue, peraltro già rallentata negli ultimi mesi. Non è un bel segnale quello che viene da due tra i Paesi leader del Continente, così come fa scattare un piccolo allarme il risultato dell’Italia, che è sì il mercato che cresce di più, ma è anche quello che ha dimezzato la propria corsa rispetto al progressivo di quest’anno. – ha dichiarato il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi che ha aggiunto –  Il mercato dell’auto,  ancora oggi dopato grazie a chilometri zero e noleggi, rappresenta sempre di più il barometro delle aspettative degli italiani. Secondo Istat infatti a ottobre il clima di fiducia dei consumatori si conferma in calo e le aspettative sul futuro economico del Paese sono in discesa per il sesto mese consecutivo”.

Bernacchi concude affermando:”Se a ciò si aggiunge il senso di cristallizzazione nel Paese dovuto agli eventi geopolitici in corso, in primis al referendum del 4 dicembre, capiamo perché promozioni e il fondamentale superammortamento diventano decisivi per sostenere un mercato che solo di iva lo scorso mese ha reso quasi 650mln di euro nelle casse dello Stato”.