Tesla, fusione con SolarCity per 2,6 miliardi di dollari

La Tesla si è fusa con Solar City con l’obiettivo di diventare una compagnia energetica capace di offrire soluzioni ecosostenibili integrate.

Tesla ha compiuto un altro importante passo per diventare una compagnia energetica capace di offrire soluzioni ecosostenibili integrate. Il Costruttore di vetture elettriche californiano ha infatti completato la fusione con la SolarCity con un'operazione da 2,6 miliardi di dollari (circa 2,3 miliardi di euro al cambio attuale).

Il disco verde per la fusione è arrivato da due soli consiglieri di amministrazione, ovvero Nancy Pfund e Donald Kendall Jr., entrambi i consiglieri sono gli unici a non ricoprire incarichi formali in entrambe le aziende. Elon Musk, CEO di Tesla e principale azionista di SolarCity, di cui deteiene il 22%, si è autoescluso dalle votazioni, proprio come i due fondatori di SolarCity, i cugini di Musk Peter e Lyndon Rive, ma anche JB Straubel (chief technical officer di Tesla) e Antonio Gracias, (investitore SpaceX e amico di Musk).

Prima di essere formalizzato, l'accordo dovrà passare al vaglio del mercato (altri 45 giorni per fare offerte), alla Sec (Securities and Exchange Commission) e agli azionisti delle due aziende che voteranno entrambe il prossimo 14 settembre.

LL'obiettivo di Tesal dopo la fusione con Solar City è quello di diventare anche un fornitore di energia "pulita", integrando il settore dell'auto con le energie rinnovabili e le soluzioni di stoccaggio, realizzando così un sistema "sostenibile", ovvero libero dalla rete elettrica tradizionale e ovviamente dai carburanti fossili. Tutto questo rientra nell'ormai famoso del "Master Plan, Part Deux", ovvero il "new deal" di Tesla portato avanti da Musk che vuole sviluppare un nuovo impero ecosostenibile partendo dalla Gigafactory e passando dalle  batterie domestiche denominate Powerwall e Powerpack.

La SolarCity è stata fondata nell'ormai lontano 2006 grazie ad un'intuizione del CEO di Tesla in persona e a 10 anni dalla sua nascita risulta il principale produttore e installatore di pannelli solari di tutti gli Stati Uniti. Nonostante questo primato, la SolarCity non vanta ancora conti in attivo, come sottolineato dai dati del primo trimestre 2016 che evidenziavano una perdita di ben 26 milioni di dollari che risulta in aumento rispetto all'anno precedente. Musk comunque si è mostrato molto ottimista prevedendo una significativa riduzione dei costi di circa 150 milioni per il primo anno e nello stesso tempo un miglioramento nella produzione, anche se l'imprenditore sudafricano ha specificato che il prossimo anno sarà necessario un piccolo aumento di capitale.

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di Francesco Donnici | 02 agosto 2016

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