Gruppo FCA: i buoni risultati 2015 alzano gli obiettivi

Il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) chiude un positivo 2015 e alza i suoi target, anche se pesa un utile netto praticamente dimezzato.

Definito un "anno fenomenale" dallo stesso amministratore delegato, Sergio Marchionne, il 2015 per il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) è stato un periodo di contraddizioni, considerando la crescita degli ordini, ma anche  un utile netto praticamente dimezzato. Nei 12 mesi appena terminati, in borsa FCA è stata protagonista di rialzi e ribassi sull'ordine del 3%, per poi terminare l'anno in calo dello 0,86% a 6,95 euro. Le perdite sono però state limitate dalla comunicazione del rialzo dei target finanziari 2018 annunciati dallo stesso Marchionne ieri pomeriggio, ovvero ricavi a 136 miliardi di euro, utile netto che oscilla da 4,7-5,5 miliardi, posizione finanziaria netta attiva per 4-5 miliardi di euro.

Rispetto alle previsioni del maggio 2014, periodo in cui fu presentato il piano industriale originario, il Gruppo italo-americano ha considerato al rialzo tutti gli obiettivi, compresi quelli del brand Jeep - protagonista nell'anno che si appena concluso di un vero e proprio exploit - che entro il 2018 passeranno da 1,9 milioni a 2 milioni di veicoli prodotti. Notizie molto meno entusiasmanti per Alfa Romeo che vedrà il completamento della sua gamma - completamente rivista per l'atteso rilancio commerciale - slittare dal 2017 al 2020, segnando una riduzione degli investimenti fino al 2018.

Il consiglio d'amministrazione del Gruppo che si è riunito ieri a Londra ha approvato - escludendo Ferrari - un fatturato pari a 110,6 miliardi di euro(+18%) e un utile netto in calo a 93 milioni (da 359). Sul risultato negativo dell'utile netto hanno pesato principalmente gli oneri straordinari per una somma totale di 2,2 miliardi di euro, di questi 1,6 milioni di euro sono stati spesi in Nord America nel 4° trimestre.

Le motivazioni sono da ricercare nel riallineamento della capacità produttiva (834 milioni) e nella nuova metodologia di calcolo dei costi delle future campagne di richiamo (761 milioni). Non bisogna inoltre tralasciare le spese dedicate al rimborso anticipato dei debiti accumulati da Chrysler, anche se la liquidità del Gruppo resta comunque elevata, come sottolineato dai 24,5 miliardi registrati a fine anno. Il debito netto è sceso a fine anno da 7,6 miliardi a 6 miliardi a fine anno, mentre dopo lo scorporo di Ferrari avvenuto il 4 gennaio è calato ulteriormente fino a  toccare quota 5 miliardi. Infine segnaliamo che le immatricolazioni totali dell'intero Gruppo nel corso dell'anno appena trascorso sono rimaste a 4,6 milioni, ovvero le medesime del 2014, mentre l'obiettivo era di 4,8 milioni.

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di Francesco Donnici | 28 gennaio 2016

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