Mercato auto: in Europa il 2015 si chiude con un +9,2%

I dati del mercato auto relativi al 2015 sanciscono definitivamente la crisi del settore automotive europeo.

Dopo una lunghissima crisi, il mercato auto europeo torna a respirare come sottolineano i dati relativi alle vetture immatricolate nel 2015, capaci di raggiungere quota 14.202.024 unità che si traduce in un +9,2% rispetto al 2014 (Europa dei 28+Efta). Dicembre è stato il 28esimo mese consecutivo di crescita con 1.156.489 immatricolazioni e un +18,7% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

"La rimonta italiana era necessaria e fondamentale, visto che sino al 2014 il nostro Paese era tra quelli che avevano perso di più rispetto a tutti i principali mercati europei - ha commentato il  presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi che ha aggiunto - stiamo superando un momento drammatico e anche per questo occorre prudenza nel valutare informazioni del tutto da verificare, come nei recenti casi, molto diversi tra loro, di Renault e di FCA. Tesi tra l'altro smentite sul nascere dai costruttori. Federauto invita al senso di responsabilità da parte di ognuno perché sono in gioco, oltre alla fiducia dei clienti, anche centinaia di migliaia di posti di lavoro".

Analizzando nel dettaglio i cinque principali mercati europei scopriamo che la Spagna si è aggiudicata la migliore prestazioni registrando un ottimo +20,9%, subito dopo troviamo l'Italia (+15,8%), la Francia (+6,8%), la Gran Bretagna (+6,3%), mentre la Germania (cresce meno di tutte con un +5,6%. Tutti i più grandi Gruppi automobilistici sono riusciti ad aumentare le immatricolazione dei propri modelli, in particolare il Gruppo FCA (Fiat-Chrysler) ha aumentato la propria quota di mercato da 5,9% a 6,1%, grazie alle incredibili performance del brand Jeep, forte di alcuni modelli di estremo successo, prima fra tutte la Renegade.

"Siamo molto soddisfatti di questo trend positivo e auspico che possiamo trovare il giusto equilibrio in tema di redditività delle nostre aziende - ha aggiunto il presidente dell'Associazione concessionari Bmw, Enzo Zarattini - perché solo aziende sane possono investire, assumere e servire correttamente la propria clientela".

Non mancano ovviamente i marchi automobilistici che hanno registrato un segno meno, come ad esempio il brand premium di Citroen, "DS", che ha registrano un -11,7%, Chevrolet che prima di abbandonare il mercato europeo segna -90,9%, ma anche Lancia-Chrysler non gode di ottima salute con il suo -14,6%, anche s ei dati nel nostro paese dicono il contrario, senza dimenticare Alfa romeo che ha chiuso il 2015 in Europa con un -4%.

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di Francesco Donnici | 15 gennaio 2016

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