Toyota: richiamo da 1,6 milioni di auto per gli airbag

Oltre 1.620.000 vetture prodotte dal 2004 al 2008 in Giappone ed Europa attese in officina per la sostituzione "prudenziale" di un componente airbag.

Nuova Toyota Yaris 2014, nuove immagini

Altre foto »

Nuovi richiami in vista per Toyota. In queste ore, i vertici del colosso giapponese hanno annunciato una campagna di richiami per 1,61 milioni di autoveicoli venduti in Giappone. Stando alle prime indiscrezioni (che saranno da verificare nelle prossime ore) i richiami interesserebbero anche autoveicoli venduti in Italia, Spagna e Gran Bretagna. La causa, riferisce una nota, va imputata a un incidente avvenuto il mese scorso, nel quale si era verificato il ferimento di un passeggero in seguito alla rottura del dispositivo di gonfiaggio di un airbag prodotto da Takata.

I richiami, più nel dettaglio, riguardano una ventina di modelli Toyota, prodotti fra il 2004 e il 2008, fra i quali la popolare Vitz (nome con il quale sul mercato nazionale viene chiamata Toyota Yaris), e che seguono una precedente azione di richiami annunciata fra maggio e giugno di quest'anno, sempre a causa di una serie difettosa di sistemi di gonfiaggio degli Airbag Takata. In realtà, sulle prime era stato scelto, da parte di Toyota, di non procedere alla sostituzione del componente difettoso (anche perché in quel momento gli stock non erano sufficienti a coprire in pochi giorni la campagna di richiamo); tuttavia, a far decidere la dirigenza Toyota per il "via" ai richiami sarebbe stata l'improvvisa rottura del sistema di gonfiaggio airbag che ha interessato, lo scorso ottobre, una Nissan X - Trail, in seguito alla quale un passeggero era rimasto ferito. Si tratta, quindi, di una iniziativa di richiami prudenziale, come assicurano i portavoce Toyota.

Secondo fonti interne a Toyota, e che sono state comunicate in queste ore al Ministero giapponese del Territorio, Infrastrutture, Trasporti e Turismo, il richiamo riguarda un totale di 1.612.670 autovetture; fra queste, oltre a Vitz - Yaris, c'è anche Corolla.

Tecnicamente, la sosta in officina comporterà la sostituzione degli Airbag laterali (nella fattispecie, quelli del sedile anteriore lato passeggero); nel caso che alcuni componenti non dovessero essere momentaneamente disponibili, sarà cura dei centri di assistenza, dietro esplicita segnalazione Toyota, operare una momentanea disattivazione degli Airbag stessi, in attesa che in magazzino arrivino le parti nuove che dovranno essere sostituite. Una prima iniziativa di richiami era stata avviata nei mesi scorsi: i portavoce Toyota affermano che, in quell'occasione, le vetture erano state sottoposte a una serie di test che, se venivano superati, comportavano la restituzione dell'auto senza alcuna modifica al proprietario.

Prorpio i "cuscini d'aria" Takata si trovano, in questi giorni, sotto i riflettori di alcune delle maggiori Case auto mondiali. Dopo Honda, Nissan e la stessa Toyota, anche Ford ha deciso di non utilizzare più gli Airbag Takata che contengono nitrato d'ammonio, composto chimico recentemente finito sotto accusa perché ritenuto responsabile di una catena di incidenti che hanno causato numerose vittime: in totale, sono 12 i Costruttori che, nei soli Stati Uniti, hanno richiamato un totale di 19 milioni di autoveicoli.

Se vuoi aggiornamenti su TOYOTA inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:
di Francesco Giorgi | 25 novembre 2015

Altro su Toyota

Toyota Camry: un teaser anticipa la prossima generazione
Anteprime

Toyota Camry: un teaser anticipa la prossima generazione

La nuova generazione della world car Toyota Camry abbraccerà uno stile più dinamico e sportivo.

Toyota C-HR, elogio della personalità
Ultimi arrivi

Toyota C-HR, elogio della personalità

Estetica "da prototipo", doppia motorizzazione che strizza l’occhio all’ibrido e trazione integrale. La crossover-coupé giapponese sguinzaglia le proprie armi con doti dinamiche sorprendenti.

Toyota: nel 2020 una nuova gamma elettrica extended range?
Ecologiche

Toyota: nel 2020 una nuova gamma elettrica extended range?

Rumors dal Web indicano che il colosso giapponese svilupperà, in tempo per le Olimpiadi di Tokyo, una gamma zero emissioni ad autonomia elevata.