Lotus: sfideremo la Ferrari

La dirigenza della Casa di Hethel guarda al passato per costruire un nuovo futuro

Parafrasando il titolo dell'autobiografia di Vittorio Gassman, la storia della Lotus si potrebbe definire come "Un grande avvenire dietro le spalle".

Fasti del passato, titoli mondiali di F1, soluzioni tecnologiche all'avanguardia (tanto per restare nella massima Formula: il Marchio fondato da Colin Chapman fu tra i primi a credere nell'adozione degli alettoni, sviluppandone il concetto, e per primo introdusse le monoposto a effetto suolo con le "minigonne", un decennio prima di equipaggiare le sue F1 con le sospensioni "intelligenti" a controllo elettronico), e una produzione "nuda e cruda", non sempre al passo coi tempi (basti pensare alla Lotus Seven la vettura - simbolo della Casa di Hethel che lo stesso Chapman dichiarò, poi, di avere avuto in odio perché la fama della barchetta a due posti secchi, diventata deliziosamente anacronistica col passare degli anni, offuscò l'immagine delle altre berlinette Lotus). Adesso, il ritorno in Formula 1.

Sono tutti aspetti che i "piani alti" della factory inglese, ma di proprietà della malese Proton, intendono tenere in considerazione per costruire un futuro che riporti il Marchio ad essere considerato di primo piano nel panorama mondiale delle vetture sportive e di alta classe.

Le dichiarazioni dei "piani alti"

E' di ieri, a questo proposito, una dichiarazione di Dany Bahar, il nuovo Amministratore Delegato della Lotus, che ha indicato come, nel tempo a venire, l'azienda inglese recupererà il successo e l'immagine dei suoi anni d'oro: "Vogliamo riportare la Lotus ai fasti di un tempo", è il succo della dichiarazione del numero due della Casa di Hethel.

Alle parole di Bahar ha fatto immediato seguito una considerazione dell'Amministratore Delegato della Proton, Datuk Syed Zainal Abidin Syed Mohamed Tahir: "Consideriamo la Evora, la sportiva che abbiamo presentato due mesi fa, oltre che il primo modello totalmente nuovo della Lotus dal 1995, anche un punto di svolta cruciale per i programmi futuri della Lotus".

Programmi che, in sostanza, rivelano una ferma volontà di recupero in termini di immagine: "Crediamo che il potenziale dell'azienda sul quale dobbiamo puntare risieda nel proprio Marchio - ha indicato l'Amministratore Delegato della Proton - Ancora oggi, in qualsiasi parte del mondo, il concetto di Lotus non è cambiato agli occhi degli appassionati. E' ancora molto 'forte', ma non ci siamo crogiolati sul nome. Il nostro intento è di creare un nuovo futuro per la Lotus".

Il "futuro", si può leggere tra le righe del numero due della Proton, è indirizzato a un nuovo corso (che, però, riprende un discorso interrotto in passato): costituire, cioè, a livello mondiale, un antagonista per Ferrari, Maserati e Porsche.

Sarà una futura rivale per le supersportive?

Il problema, a questo punto, è uno solo, anche se per trovare una risposta occorre analizzare diverse sfaccettature della questione. E cioè: ce la farà, la Lotus (pardon: la Proton, ma è la stessa cosa) a ricostruirsi un'immagine e a diventare un valido competitor per Case che, nonostante crisi dei mercati e difficoltà anche interne, sono comunque riuscite a mantenere la propria qualità costruttiva e la fedeltà degli appassionati?

In effetti, a proposito della Lotus, negli ultimi 14 anni, l'unica vettura davvero nuova uscita dallo stabilimento di Hethel è la Evora, presentata nei mesi scorsi e che viene venduta in Italia a 61 mila euro. A fare da contraltare a questa situazione, i Costruttori ai quali la proprietà malese (che dal 1996 detiene la maggioranza delle quote capitale della Lotus) fa riferimento, mietono successi in continuazione, sfornando sempre nuovi progetti e mantenendo alta l'attenzione su di sé.

E nello sport?

A livello sportivo, poi, solo in queste ultime settimane la Lotus - Proton pare essersi accorta che il settore delle competizioni, pur con la persistente crisi dei mercati, se affrontato con determinazione può garantire anch'esso un ritorno di immagine.

Et voilà, ecco pronta sul buffet delle nuove proposte una ricetta ghiotta: la versione da competizione della Evora, la Type 124, della quale Motori.it si è occupata al momento della sua presentazione e per la quale è stato annunciato un programma ufficiale in alcune gare di durata (prima fra tutte la 24 Ore del Nurburgring, che ogni anno, assieme a decine di migliaia di appassionati, attira sui 22 km abbondanti della Nordschleife vetture di un certo interesse, come la Volkswagen Scirocco a metano che si è vista quest'anno).

A questo punto, la curiosità impone di interpretare le dichiarazioni degli appassionati, la "base" del mercato. Spulciando sul Web, il parere comune è, sì, di soddisfazione per l'annunciato rientro in grande stile della Lotus fra i "grandi" mondiali delle supersportive. Esistono però anche delle riserve, a partire dalla necessità di migliorare la qualità costruttiva delle sue vetture e di proseguire, in ogni caso, nell'impegno verso una nuova immagine.

C'è poi chi vorrebbe che le Lotus venissero equipaggiate con dei motori un po' più accattivanti delle unità Toyota (prendendo spunto, ad esempio, dal 1.8 giapponese montato sulla Exige: potente, sì, ma... per alcuni appassionati "non britannico"). Come dire: l'interesse c'è, ma stiamo a vedere. Sarà una sfida che, quando si attuerà, sarà senz'altro interessante.

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di Francesco Giorgi | 08 ottobre 2009

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