Tremonti: facciamo gli incentivi europei

Il Ministro dell'Economia indica che per il 2010 i bonus governativi andranno decisi da tutte le Nazioni della UE

L'Italia avrà un nuovo piano di incentivi alla rottamazione. Anzi, forse. Prima bisogna vedere cosa succede in Europa. E' stato un intervento all'insegna del "Coordiniamoci", quello che il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha indirizzato a proposito di un eventuale rinnovo dei bonus governativi per la rottamazione.

L'intervento del rappresentante di Palazzo Chigi, avvenuto a seguito dell'approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, della Finanziaria 2010, è stato una invocazione all'Europa: "Se siamo entrati nella crisi coordinandoci, dovremo uscire dalla crisi coordinandoci", ha spiegato Tremonti in merito alla questione degli incentivi rottamazione.

La questione, dunque, ha ripreso gli stessi toni dell'anno scorso, con i rappresentanti delle Case costruttrici che chiedono a gran voce un rinnovo degli incentivi (intesi come aiuto economico); con le associazioni dei consumatori che, a loro volta, si offrono come "spalla" ai rappresentanti delle Case per reimpostare il settore dell'auto (come dichiarato da Paolo Landi, Segretario Generale della Adiconsum, che invita i dirigenti a effettuare un "Serio esame del processo di vendita e di assistenza tecnica assieme alle Associazioni dei consumatori"). E con lo sguardo rivolto all'Europa da parte del Governo.

Tremonti, alla conferenza stampa post-presentazione della Finanziaria 2010, ha puntato il dito alle altre Nazioni della UE, dove "Non è stata ancora fatta alcuna scelta - indica il Ministro dell'Economia, pur volendo dire che i piani di incentivi, nei Paesi europei dove sono stati adottati, quest'anno hanno contribuito a risollevare le immatricolazioni - Tuttavia, le modalità di rinnovo degli incentivi sono un argomento europeo, e che si dovrà affrontare a livello europeo". Come dire: si aspetta un'azione coordinata. Che il comparto dell'auto si stia spostando a Bruxelles?

Senza scomodare i rappresentanti del Parlamento europeo, è subito precedente alla dichiarazione di Giulio Tremonti una indicazione che l'Amministratore Delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne ha esposto, pochi giorni fa, al Salone di Francoforte."Vogliamo evitare un disastro? Allora rinnoviamo gli incentivi", ha dichiarato, senza mezzi termini, il numero uno del Lingotto alla kermesse tedesca, invitando a non abbassare la guardia.

Secondo Marchionne, il fatto che quest'anno, grazie ai bonus per la rottamazione e per l'acquisto di vetture a basso impatto ambientale la domanda di vetture nuove ed ecologiche sia cresciuta (specialmente negli ultimi mesi), non è sufficiente a risollevare il comparto dell'auto dalla crisi.

Insomma, il "momento - no" non è finito: la crisi economica porterà il mercato a soffrire ancora. "Senza incentivi ci sarà un calo della domanda, e dovremo fermare le fabbriche fino a che questa non tornerà", commenta Marchionne, che auspica nuovi incentivi per il 2010.

E che questi siano europei, o meglio: che arrivino tout court è una speranza condivisa da altri Costruttori, come hanno recentemente dichiarato Lewis Booth, Vice Presidente della Ford, e Patrick Pélata, DG della Renault.

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di Francesco Giorgi | 23 settembre 2009

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