ACEA contro Sud Corea

ACEA a UE: modificate i negoziati di commercio con la Sud Corea

Nei periodi di crisi è naturale che si manifestino dei comportamenti che spingano verso posizioni protezioniste, per evitare invasioni "esterne" delle proprie quote di mercato. Se poi la contesa prevede uno squilibrio, la situazione diventa critica.

Il riferimento è alle dichiarazioni dell'ACEA, l'Associazione dei Costruttori Europei, che ha chiesto alla Comunità Europea di rivedere i termini del negoziato con la Sud Corea per l'importazione delle vetture asiatiche nel Vecchio Continente. Il comunicato, rilasciato nei primi giorni di Febbraio, denuncia l'intenzione della UE di eliminare i dazi per le vetture importate dalla Sud Corea, senza una contropartita equilibrata.

L'eliminazione del dazio a cui sono soggette le vetture importate dal paese asiatico, secondo l'ACEA, ridurrebbe il prezzo di vendita del 10% che, a fronte di un prezzo medio di 10.000 euro, significherebbe un risparmio di 1000 euro per auto. Il tutto senza alcun beneficio per i costruttori europei che volessero espandere le proprie quote nella Corea del Sud.

Il mercato asiatico è attualmente uno dei più redditizi: nella sola Corea del Sud si vendono più di un milione di auto nuove l'anno ed i costruttori europei digeriscono con difficoltà il limite di vendere al massimo 25 mila vetture l'anno. L'eliminazione dei dazi aprirebbe completamente ai coreani le porte del mercato nostrano, in cui i costruttori asiatici immettono già ora circa 600 mila vetture l'anno.

Per far sentire la loro voce, l'ACEA gioca la carta del lavoro derivante dalle attività delle Case automobilistiche, che impiega milioni di persone in tutta Europa. Ivan Hodac, segretario generale dell'ACEA ha dichiarato che in un periodo di forti turbolenze, l'ingresso di un competitore esterno aumenterebbe la pressione sui livelli di impiego nella Comunità Europea.

La loro posizione non è di chiusura totale, non chiedono all'UE di chiudere completamente i negoziati (che dovrebbero terminare a Marzo), ma di allungare i tempi per la contrattazione e porre condizioni paritarie per l'accesso ai rispettivi mercati. Solo a queste condizioni si potrà pensare ad un'eliminazione dei dazi, ma su 7 anni e non 3 o 5 come proposto attualmente.

La posizione dell'ACEA è comprensibile, in una fase di contrazione delle vendite, poter accedere ad un mercato in espansione come quello Sud Coreano sarebbe manna dal cielo per i costruttori europei.

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