Mercato auto: settembre in crescita del 3,27%

Il mercato dell’auto in Italia cresce di oltre il 3% a settembre, ma gli addetti del settore continuano a chiedere maggiore attenzione al Governo.

Mercato auto: settembre in crescita del 3,27%

di Giuseppe Cutrone

02 ottobre 2014

Il mercato dell’auto in Italia cresce di oltre il 3% a settembre, ma gli addetti del settore continuano a chiedere maggiore attenzione al Governo.

Il Ministero dei Trasporti ha reso noti i dati relativi alle immatricolazioni di settembre e dal quadro emerso si evidenzia una crescita del +3,27% rispetto allo stesso mese di un anno fa. 

Il totale complessivo ha visto negli scorsi 30 giorni la vendita di 110.436 veicoli, con stime che secondo alcuni analisti potrebbero portare il mercato auto a chiudere il 2014 a quota 1.350.000 immatricolazioni. 

In questo contesto di leggera ripresa risalta la tendenza negativa degli acquisti privati, scesi a settembre del 62,9%, mentre mostra segnali molto incoraggianti il mercato dell’usato, che ha chiuso il bilancio mensile con una crescita del 9,2% e 359.615 veicoli passati da un proprietario a un altro. 

Questi numeri non bastano però a molti addetti del settore, che continuano a lamentare la scarsa attenzione che il Governo mostra verso il comparto automobilistico. Infatti, secondo il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi: “I dati espressi dalla nostra economia sono anche frutto dell’incuria e della oramai pluriennale disattenzione governativa verso un comparto, quello dell’automotive, che fattura il 12% del PIL, partecipa alle entrate fiscali nazionali per il 17% e occupa, con l’indotto allargato, oltre 1 milione di addetti. Sostenendo il mondo degli autoveicoli si aumenterebbe il PIL, si diminuirebbe la disoccupazione, si migliorerebbe la qualità dell’aria e la sicurezza stradale. Questo in virtù dei pesanti numeri che esprimiamo. Peccato che nessuno sembri rendersene conto”. 

Federauto continua a sostenere che il mercato dell’auto in Italia è ben lontano da una piena ripresa, sottolineando come dal 2007 a oggi si è perso il 50% del volume delle vendite. Su tali basi sono quindi fondamentali decisi interventi per stimolare la domanda di un settore che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, si conferma ancora oggi molto importante per l’intera economia nazionale.