Auto nuova? Il 52,6% degli italiani rinvia l’acquisto

Il dato, rilevato dal XX «Rapporto auto» di Censis e Aci, sottolinea la crisi del mercato e il peso degli aumenti per le tasche degli automobilisti.

Auto nuova? Il 52,6% degli italiani rinvia l'acquisto

di Eleonora D'Uffizi

18 dicembre 2012

Il dato, rilevato dal XX «Rapporto auto» di Censis e Aci, sottolinea la crisi del mercato e il peso degli aumenti per le tasche degli automobilisti.

Il 52,6% degli italiani non ha in previsione l’acquisto di un’automobile nei prossimi tre anni. Il dato, che emerge dal XX «Rapporto auto» realizzato da Censis e Aci, fa salire di dieci punti percentuale quello elaborato nel 2011, quando era il 43,8% degli intervistati a dichiararlo.

Il “calo del desiderio” e della propensione all’acquisto nell’automotive fa parte del momento complicato che sta vivendo l’economia italiana, nel quale si inserisce anche la diminuzione delle immatricolazioni, che solo nel mese di novembre sono scese del 20,10% rispetto allo stesso mese del 2011. Anche nel caso in cui dovesse avere un’entrata imprevista di 30.000 euro, più della metà degli italiani interpellati sceglierebbe di risparmiare la cifra piuttosto che spenderla.

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Il rapporto, dall’eloquente titolo «Passerà la nottata dell’auto?», fa emergere come la crisi investa non solo il mercato del nuovo ma anche dell’usato (-10%) e delle due ruote (-19% per le moto e -32% per i ciclomotori). Gli automobilisti poi utilizzano sempre più di rado la vettura,  tra i 5 e i 7 km in meno nella percorrenza annuale, soprattutto a causa dei costi di gestione che sono aumentati del 4,4%, pari a 150 euro circa, in 12 mesi.

Tra le principali voci di spesa dell’auto, che costa circa 3.425 euro all’anno, c’è l’assicurazione, in aumento del 3,2% rispetto al 2011, con un costo medio di 738 euro l’anno e un livello di tassazione sulle polizze del 26% del totale, contro il 18% della media in Europa. Infine il tasto dolente del costo del carburante, che in due anni è arrivato a pesare sulle tasche degli italiani il 25% in più (con l’aumento del 16% nel 2012 e dell’11% nel 2011).