Mercato auto giugno: mai così male dal 1979

Continua il trend negativo per il settore auto, nel mese di giugno la flessione tocca il 24,42% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Il mercato automobilistico è sempre più in crisi. Nel mese di giugno la flessione del settore ha raggiunto il 24,42%, un dato che secondo le previsioni degli analisti porterà l'intero comparto ai livelli del 1979. I dati negativi ricadranno ovviamente anche sui conti pubblici che sconteranno un mancato incasso dell'Iva pari a 2,3 miliardi di euro.

Secondo i dati diffusi dal Ministero dei trasporti, i trasferimenti di proprietà delle auto usate sono stati 333.143, ovvero meno 12,56% rispetto a giugno 2011, mentre le vendite di vetture sono state pari a 128.388 unità, contro le 169.870 del giugno dello scorso anno. Facendo un rapido calcolo, nel mese appena trascorso il volume globale delle vendite (461.531 autovetture) ha interessato il 27,82% delle auto nuove e  il 72,18% le auto usate.

Analizzando i dati dei primi sei mesi dell'anno, nel lasso di tempo da gennaio a giugno 2012, la Motorizzazione ha immatricolato 814.179 autovetture, pari a un meno 19,73% rispetto al periodo gennaio-giugno 2011, periodo che fece segnare 1.014.299 auto immatricolate. Per quanto riguarda le auto usate, nello stesso periodo di gennaio-giugno 2012 sono stati registrati 2.121.377 trasferimenti di proprietà, che si traduce in una flessione del 11,74% rispetto allo stesso periodo del 2011, durante il quale sono stati registrati 2.403.479 passaggi di proprietà.

I dati negativi del settore rispecchiano anche quelli della Fiat, che secondo i dati diffusi dalla Motorizzazione ha segnato 27.803 vetture vendute (-24,70% rispetto al mese di giugno 2011). Il Lingotto riesce a tenere invece la quota di mercato, pari a 30,68%, contro il 30,27% per cento dello stesso periodo dello scorso anno. Il Costruttore italiano chiude i primi sei mesi dell'anno con 168.038 unità distribuite (quota pari al 20,64%), registrando un calo rispetto al 2011 del 20,56%, mentre il mercato globale è calato del 19,73%.

Fiat non è comunque sola in questo periodo di crisi, anzi altri marchi generalisti hanno fatto anche peggio, come ad esempio Ford, le cui vendite sono scese del 50%, o Opel che ha ceduto il 43%, mentre il colosso Volkswagen ha raggiunto un calo del 28%. I francesi di Renault e Peugeot hanno invece avuto un calo contenuto pari al 17%. In forte controtendenza risultano i marchi coreani Hyundai e Kia che sono riusciti a guadagnare rispettivamente un +3% e un incredibile +30%.

Nel frattempo la Federauto avverte: "Con la chiusura di giugno il primo semestre del 2012 si inabissa come il Titanic. Solo che il nostro iceberg si chiama recessione. Abbiamo lanciato da tempo il mayday, ma il Governo Monti sembra esser sordo a ogni istanza".

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di Francesco Donnici | 03 luglio 2012

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