Magna acquisisce Opel

Il Governo tedesco annuncia l'accordo fra Opel e Magna Steyr che entrerà nel capitale insieme ai russi di Sberbank. Marchionne: "La vita va avanti"

Nella corsa all'acquisizione di Opel a vincere è Magna Steyr, favorita dal sostanziale ritiro di Fiat, che attraverso Sergio Marchionne aveva definito, in un comunicato, non praticabili le richieste del Governo di Angela Merkel di finanziare nell'immediato Opel e prendendo la decisione di ritirarsi dal tavolo delle trattative nella giornata, decisiva, di venerdì.

A garantire la liquidità di Opel nell'immediato sarà Magna con un intervento da 300 milioni di euro al quale seguirà nel lungo termine una ulteriore iniezione di liquidità da parte della banca russa Sberbank che potrebbe arrivare fino a 700 milioni.

"La vita va avanti" è stato il commento dell'AD di Fiat, che si concentrerà adesso sulle attività americane e allo sviluppo della collaborazione con Chrysler ed ha escluso qualsiasi forma di partnership con il Gruppo austro-canadese.

Opel, che dopo 80 anni non sarà più interamente di General Motors, secondo quanto annunciato dal Ministro delle Finanze Peer Steibrueck dovrà siglare con Magna un memorandum di intesa nel quale il costruttore guidato da Frank Stronach avrà il 20%, il 35% spetterà al suo partner russo Sberbank, il 10% ai dipendenti e rivenditori Opel e il restante 35% rimarrà a General Motors.

Il secondo punto dell'accordo prevede l'amministrazione controllata da parte di due persone designate dal Governo tedesco, due da quello americano e un indipendente. A rendere possibile l'acquisizione di Opel da parte della nuova proprietà Magna il prestito-ponte da 1,5 miliardi di euro che verrà diviso al 50% fra il Governo centrale e i quattro Lander nei quali si trovano gl stabilimenti tedeschi di Opel: l'Assia, dove si trova l'impianto di Russelsheim verserà 447 milioni di euro, la Renania Palatinato (Kaiserslautern) 102 milioni di euro, il Nord Reno-Westfalia (Bochum) 150 milioni di euro e la Turingia (Eisenach) 51 milioni di euro.

L'accordo sarà perfezionato entro un mese o poco più, creando un gruppo che sarà in grado di costruire 5 milioni di auto all'anno e che punterà in particolare al mercato russo. Certo, ci sarà un conto da pagare, probabilmente circa 11.000 esuberi (Fiat ne aveva indicati 10.000), dei quali circa 2600 in Germania (sono circa 25.000 il lavoratori Opel) e la maggioranza negli altri paesi che ospitano gli stabilimenti europei del marchio di Russelsheim come Polonia, Spagna, Belgio e Gran Bretagna, dove potrebbero esserci i tagli più pesanti.

Intanto per lunedì è attesa l'ufficializzazione della bancarotta di GM, ovvero l'applicazione del Chapter 11 già in atto per Chrysler, per il quale nella stessa giornata si dovrà pronunciare il giudice Arthur Gonzalez dello stesso Tribunale di New York. Un secondo marchio di GM, Saab, pare però essere alla portata di Fiat che già ha espresso interesse all'inizio del mese per la Casa svedese.  

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