Mercato: crollo delle vendite ad aprile. E lo Stato ci rimette

Calano le vendite di auto: ad aprile è meno 18%, con lo Stato che ci rimette 5mila euro per il mancato introito di IVA e altre tasse.

In Italia, continuano a diminuire le vendite di auto: i dati resi noti dal ministero dei Trasporti indicano infatti che ad aprile si è tornati ai livelli del 1983. Nel mese appena trascorso, infatti, sono state immatricolate 129.633 vetture, cioé il 18% in meno rispetto allo stesso arco di tempo del 2011 quando già tutta la filiera automotive lamentava diminuzioni di consegne e di fatturato.

Anche paragonando il mese di marzo 2012 con quello del 2011, le cifre sono imbarazzanti visto che in questo casi si parla di meno 26,48%.

A livello regionale, la diminuzione delle immatricolazioni di auto riguarda soprattutto l'Italia centrale, che ad aprile ha perso quote raggiungendo il 20,2% a causa della migrazione delle società di noleggio verso province ad IPT più bassa. Aumentano quote invece le vendite registrate nel nord est e nel nord ovest del Paese, ciascuna delle quali rappresenta il 31,5% del totale nazionale.

Non si sono fatti attendere i commenti delle associazioni: Federauto, che rappresenta i concessionari, punta il dito soprattutto sull'incremento del prezzo del carburante (salito del 20,8% in 12 mesi) e sui costi accessori per mantenere una vettura.

"Il dato delle immatricolazioni di aprile - ha detto il presidente Filippo Pavan Bernacchi - è alterato dal fatto che molte auto non consegnate a marzo a causa dello sciopero dei trasportatori sono state registrate ad aprile. L'analisi dei dati farà probabilmente emergere che questa anomalia ha prodotto anche un minor ricorso alle kilometri zero last minute". Secondo le previsioni, il 2012 dovrebbe chiudersi a 1,37 milioni di consegne.

Ma calo di vendite significa anche calo del gettito IVA incassato dallo Stato: considerando che su ogni mancata auto venduta lo Stato perde 5.000 euro fra IVA e annessi e se si pensa che il mercato auto negli ultimi 5 anni ha sviluppato una media di 2.000.000 di unità annue, i conti su quanto perderà lo Stato solo nel 2012 è presto fatto. "Basta moltiplicare 5.000 euro per le 630.000 vetture che mancano all'appello. Il risultato è di una perdita di 3,15 miliardi.

Secondo Gian Franco Soranna, direttore di Federauto "L'analisi più corretta sta nel confronto fra il bimestre marzo-aprile 2011 e lo stesso bimestre del 2012: in questo caso, mancano all'appello 78.361 immatricolazioni, che diventano 135.683 se prendiamo a riferimento il primo quadrimestre. In termini percentuali stiamo parlando di flessioni che oscillano, rispettivamente, fra il 22,6% e il 20,2%".

Dati preoccupanti per un settore, come quello dell'automotive, che impiega 1,2 milioni di persone, contribuisce per il 16,6% al gettito fiscale nazionale e fattura oltre l'11,4% del PIL.

Presso la Commisione Trasporti della Camera, Federauto ha puntato il dito sull'eccessiva onerosità de mantenimento di un'auto sia per un privato sia per un'azienda.

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di Andrea Barbieri Carones | 03 maggio 2012

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