Interrotte le trattative di fusione fra Porsche e Volkswagen

Il portavoce di VW, Ritz: “Non c’è un’atmosfera costruttiva”. Da sciogliere i nodi sul management del nuovo Gruppo e l'indebitamento di Porsche

Il matrimonio tutto tedesco fra Porsche e Volkswagen, al momento, non s'ha da fare. Il progetto di fusione fra i due big dell'auto ha subito una battuta d'arresto dopo che Volkswagen ha preso la decisione di interrompere a tempo indeterminato le trattative con la controparte.

La motivazione di tale scelta, ha spiegato la portavoce della Casa di Wolfsburg Christine Ritz, è riconducibile al fatto che "attualmente non c'è un'atmosfera costruttiva". L'incontro tra i due gruppi, in agenda per oggi, è stato dunque cancellato.

Lo stop ai colloqui, del resto, era già nell'aria visto che ieri un altro portavoce del gruppo Volkswagen aveva detto: "Abbiamo riscontrato alla fine della settimana che Porsche non vuole prendere in considerazione molti punti fondamentali per la discussione", e  aggiungendo: "Porsche non ha una strategia per una possibile integrazione dei due gruppi". Dichiarazioni che non lasciano spazio a molte interpretazioni. Porsche dal canto suo, comunque, ha voluto precisare che i negoziati riprenderanno.

Sul tavolo della trattativa ci sono diversi nodi da sciogliere. Fra questi innanzitutto la definizione del futuro management e dell'organizzazione del nuovo gruppo che nascerebbe dall'unione delle due società. Non ultima infine anche la questione del forte indebitamento di Porsche - pari a 9 miliardi di euro, accumulato per rilevare la maggioranza di Vw ,di cui detiene il pacchetto di maggioranza con il 51% delle azioni - che secondo ipotesi pubblicate dalla stampa tedesca sarebbe intenzionata a chiedere aiuti statali al Governo per un miliardo di euro.

Nel frattempo in casa Porsche le cose non vanno per il meglio. Oggi si è svolta la riunione del consiglio di sorveglianza, convocata proprio per discutere del futuro del costruttore automobilistico di Stoccarda. All'incontro però non ha preso parte Ferdinand Piech, co-proprietario di Porsche e presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen. Un'assenza che non è passata inosservata.

Come se non bastasse a Zuffenhausen, quartier generale della casa, hanno scioperato circa 3mila dipendenti e altre manifestazioni si sono tenute presso gli stabilimenti di Weissach e Ludwigsburg.

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di Lorenzo Stracquadanio | 18 maggio 2009

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