Daimler–Chrysler: annunciato il divorzio definitivo

Daimler pronta a cedere il 19,9% delle sue azioni Chrysler al fondo Cerberus che due anni fa aveva rilevato l'80% della Casa americana

Chrysler saluta Daimler, e rimuove un ostacolo verso la partnership con la Fiat. E' di ieri sera la notizia che il Gruppo tedesco, che dal 1998 al 2007 aveva detenuto la maggioranza delle azioni del Costruttore di Detroit, ha rinunciato alla sua quota rimanente.

Si tratta di un'operazione che lascia uno spiraglio in più verso la definizione di un accordo con la Fiat e che ha visto la Daimler "scaricare", di fatto, il 19,9 per cento di titoli della Chrysler che ancora deteneva a favore della Cerberus Capital Investment, il fondo d'investimento che, due anni fa, aveva "raccolto" dalla Daimler l'80% della sua quota in Chrysler.

Il che vuol dire, in estrema sintesi, che nell'accordo con Cerberus il Gruppo tedesco rinuncerà ai suoi crediti maturati negli ultimi anni (700 milioni di dollari), a fronte di un impegno, da parte della Chrysler, a rifondere parzialmente il debito in tre rate da 200 milioni di dollari ciascuna, da pagarsi il 30 Aprile dei prossimi tre anni, a partire da giovedì, a favore del Fondo pensioni federale USA per gli ex dipendenti della Chrysler.

Quali saranno, a questo punto, i rapporti fra la Daimler e la Chrysler? Secondo il Gruppo tedesco, si ridurranno ad una semplice fornitura di ricambi, che terminerà comunque entro la fine del prossimo Settembre.

Con questa firma, dunque, si conclude una vicenda lunga un decennio abbondante. Una storia che ha del polemico, ad iniziare dai termini coi quali la Daimler era entrata nelle quote della Chrysler: si trattava, all'inizio, di una "fusione alla pari" fra i due colossi dell'auto; e però, presto divenne un vero e proprio regime di controllo operato sulla Chrysler, culminato nel trasferimento dell'80% dei titoli del Marchio di Detroit a favore del fondo d'investimento Cerberus, avvenuto nel 2007.

La Daimler, dal canto suo, ha sempre cercato di disfarsi del 19,9 per cento di quote che ancora restavano nei portafogli della holding tedesca. A quanto pare, il recente accordo tra la Fiat e la Chrysler con i potenti sindacati USA e canadesi, che prevede l'inizio di una concreta partnership con il Gruppo torinese (a fronte, peraltro, di una serie di tagli alla produzione e agli ammortizzatori sociali per riportare in linea con il mercato l'attività della Chrysler), deve avere sortito degli effetti benefici.

Tuttavia, per Chrysler si preparano tre giorni duri, durissimi, che riflettono in parte il rischio bancarotta nel quale il Marchio si trovò a cavallo fra gli anni '70 e '80, per essere salvato da una serie di coraggiosi interventi di Lee Iacocca: entro giovedì, infatti, dovrà portare a buon fine un accordo con gli investitori che controllano il suo debito di 7 miliardi di dollari, e presentare ai tecnici federali un concreto piano di ristrutturazione ed evitare la bancarotta.

Solo così si potrà rendere esecutivo l'accordo con Fiat.

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di Francesco Giorgi | 28 aprile 2009

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