Lancia a Ginevra: una rivoluzione con luci ed ombre

Dai residui della striminzita gamma precedente, la Lancia in un colpo solo propone un'offerta completa: dalla nuova Ypsilon all'ammiraglia Thema.

Lancia Flavia Concept e Flavia Cabriolet

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Al prossimo Salone di Ginevra, dopo aver mostrato per anni una gamma limitata a pochissimi modelli, l'offerta di Lancia spazierà dalla nuova Ypsilon all'ammiraglia Thema, passando per la concept Flavia.

Questa mossa da un lato sorprende per il suo effetto  "tutto e subito", dall'altro produce forti perplessità per il limitatissimo lifting apportato ai rinnovati prodotti Chrysler di alto di gamma che offre davvero poco alla personalizzazione in chiave Lancia.

Partiamo dalla nuova, già da tempo pronta, Lancia Ypsilon. Dimensioni maggiori, cinque porte, uno stile che richiama quello della Delta e che mantiene le promesse di distinzione, da piccola di lusso senza rinunce, che si intuiscono nel design degli interni. Sarà sicuramemente un successo e verrà commercializzata già a settembre anche nei paesi anglosassoni, in questo caso col marchio Chrysler.

La più attesa, quella che desta il maggior interesse e accende le discussioni più appassionate è la nuova Lancia Thema. La nuova Chrysler 300C è bella, adatta stilisticamente ad un rimarchiamento Lancia, il nome Thema è evocativo, le motorizzazioni finalmente ampie con il 3,6 Pentastar a benzina da 292 CV e il nuovo 3 litri V6 turbodiesel prodotta dalla italiana VM, ci saranno poi trazione integrale e versione ibrida.

Il fatto poi che la Thema potrebbe essere equipaggiata anche con la versione base (190 CV) del nuovo turbodiesel è un mistero di marketing, nel senso che già la scelta dello step da 224 CV sarà utilizzata dai "tedescofili" per sottolineare che il nuovo motore dell'ammiraglia Lancia è meno potente dei tre litri di Mercedes, Audi e BMW (tutti attorno ai 250 CV). Meglio un cv in più - come sanno bene i costruttori tedeschi che si rincorrono tra loro per avere anche questo primato - che uno di meno, tanto più che il VM è stato pensato sin dall'origine per i 250 CV: autolesionismo?

Non sembra inoltre prevista per la Thema una versione Station Wagon, e questo resta proprio un mistero considerando che la fortuna europea della precedente 300C è stata dovuta quasi per intero alla variante "familiare".

Terza mossa: Lancia Grand Voyager. In questo caso il "rebadging" ha preservato anche il nome d'origine e la grande monovolume - non bellissima, ma tra le più riuscite e lussuose - resta esattamente com'era in veste Chrysler.

Ho lasciato per ultimo il discorso delle "concept" Flavia, berlina e cabrio, perché è quello che mi lascia più perplesso. Che senso abbia scomodare il glorioso nome Flavia per coprire il segmento delle medio grandi con un'auto vecchia e a fine carriera come la C200, davvero non riesco a capirlo.

Alla fine del 2012 nascerà la nuova generazione, basata sulla piattaforma flessibile Fiat destinata a debuttare sull'Alfa Romeo Giulia, sulla compatta a due volumi Dodge, sulla futura Delta e su molti altri prodotti del gruppo. Perché dunque non aspettare il 2013 e cercare di coprire da subito con un prodotto non entusiasmante anche il segmento delle medie? La comunicazione ufficiale accenna alle reazioni del pubblico per decidere la commercializzazione, che potrebbe essere realizzata in sei mesi.

Non lo fate, ripensateci! Resto dubbioso sulla riuscita commerciale dell'operazione e convinto che meglio sarebbe posticipare il ritorno della Flavia alla nuova generazione della C200.

Come valutare allora la nuova vita di Lancia fusa con Chrysler? Realisticamente parlando è una bella operazione, l'unica che può consentire al marchio Lancia una presenza in Europa. La fretta ha fatto sì che per il momento l'identità tra Chrysler e Lancia sia pressoché totale, ma Marchionne ha accennato ad una maggiore personalizzazione delle future generazioni dei prodotti Lancia by Chrysler.

Spero sia così e apprezzo il miracolo di dotare in brevissimo tempo un marchio di una gamma completa che neppure immaginava. Tutto logico, eccetto la Flavia "virtuale" che se dovesse nascere morirebbe giovanissima e senza rimpianti, ma si può fare certo di meglio.

Eviterei quantomeno di bruciare il leggendario logo HF, come qualcuno ha ipotizzato, per una versione pepata della Flavia Cabriolet; sarebbe un errore imperdonabile che i tanti appassionati del "Deltone" non meritano. Tra qualche giorno saremo a Ginevra, respireremo la "puzza" dei nuovi modelli Lancia, ascolteremo i commenti del pubblico, strapperemo qualche parola a Luca Napolitano e ad Olivier Francois e della Lancia prossima ventura avremo qualche idea più precisa.

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di Fabrizio Brunetti | 14 febbraio 2011

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