Ginevra 2015: il dominio dei SUV, il ritorno delle supercar

Un’edizione che ha avuto come protagonisti indiscussi i crossover e come segnale di ottimismo ritrovato una parata di supercar.

Ginevra 2015: il dominio dei SUV, il ritorno delle supercar

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Archiviamo l'edizione 2015 del Salone del paese che non ha industria automobilistica, ma che è come sempre la vetrina dell'auto più importante del mondo e lo specchio nitido dello stato di salute del mercato europeo. I due piccoli padiglioni dell'Expo (rispetto agli spazi immensi di Parigi, Francoforte, Detroit, New York) raccolgono l'universo dell'auto e rappresentano il palcoscenico mediatico più clamoroso delle tendenze ed evidenze. Se vuoi contare qualcosa nel mondo dell'auto "a Ginevra non puoi mancare". E dunque chi c'era? 

La classe dominante... SUV, crossover

Un Salone nel segno delle proposte di crossover e SUV, di tutte le taglie e per tutte le tasche, concept o già pronte per la produzione, comunque tutte di forte personalità di stile, caratterizzate, magari esagerate, mai banali.

Ssangyong ad esempio con la compatta (4,2 metri di lunghezza) Tivoli, fatta proprio per contrastare sul loro terreno le vincenti Nissan Juke, Opel Mokka, 500X, Renault Captur, Peugeot 2008. Nello stesso segmento Honda HR-V, partita bene sul prediletto mercato americano, ma che la casa giapponese in cerca di rilancio considera arma di penetrazione molto adatta a quello europeo. Hyundai Tucson, destinata a succedere, con rinnovate prospettive di successo, alla fortunata ix35. Renault Kadjar, interpretazione in stile Captur del fortunatissimo cugino Nissan Qashqai, capostipite della formula crossover quasi SUV.

Accanto al nuovo Vitara, che inizia il suo cammino commerciale, i due concept, ma pronti per la produzione, di Suzuki, iK-2 e iM-4. Mazda con CX-3 entra con autorevolezza nel segmento in più forte crescita e conta di fare grandi numeri. Seat preannuncia il suo prossimo ingresso con il SUV 20V20, atteso per il 2016. E le due proposte più belle e personali: il concept, ma praticamente pronto per la serie, Infiniti QX30, bel completamento in basso della linea luxurySUV del premium brand di Nissan ed il futuristico Mitsubishi XR PEHV II, manifesto di stile audace, da urlo.

Tra i grandi SUV di lusso al debutto commerciale il nuovo Audi Q7, il Volvo XC-90, Mercedes GLE, mentre, a sorpresa, compariva una prefigurazione del primo SUV sportivo di Aston Martin, il DBX, che potrebbe essere figlio primigenio (per la meccanica) dell'accordo con Mercedes. Entrerebbe nell'esclusiva ultima nicchia del superlusso, in cui si apprestano ad entrare tutti i principali marchi nobili - Rolls Royce, Bentley, Maserati, Lamborghini - ma anche quelli che già ci sono,  come Porsche, Audi, BMW, Mercedes, vogliono crescere in alto.

Supercar e ottimismo

L'altra grande presenza a Ginevra è stata quella delle supercar, e di quelle che più superesclusive non si può. Regina la Ferrari 488 Gtb, che va a sostituire (in alto) la fortunatissima 458 Italia, ma ci sono Lamborghini Aventador SV, l'esagerata Bugatti Veyron Gran Sport Vitesse "la Finale", la supersportiva Aston Martin Vulcan, la Mercedes SL Mille Miglia 417, la McLaren 675LT stradale e la pistaiola P1 Gtr, la Nissan GTR Le Mans Nismo, la bellissima Honda NSX, la spettacolare Ford GT, la nuova Audi R8. Queste tutte, per chi se le può permettere, in piccola serie o comunque su ordinazione.

Tra le speciali, concept o one-off, la sorprendente prima sportiva vera di Bentley, la EXP 10 SPEED 6, l'elegantissima Ferrari Berlinetta Lusso su base F12 di Touring e da Pininfarina una rivisitazione della barchetta Sergio, reinterpretata in giallo fly e nero opaco. Aggiungeteci la Viper rosso fuoco nello stand Dodge, la Corvette C6, le GT stellari della scuderia fondata da Cameron Glickenhaus (quello della Ferrari P4/P5 che ha deciso di farsele da solo), le Pagani e avrete passato in rassegna tutta la gamma delle libidini motoristiche.

Le più interessanti

Oltre a SUV, crossover e supercar andrebbero citate tutte quelle auto che per stile, tecnologia, bizzarria, nostalgia, originalità hanno colpito il pubblico del Salone. Nissan Sway, molto riuscita prefigurazione di quella che potrebbe essere l'erede rivoluzionaria dell'attuale, banalissima Micra. Ancora più forte nel design, stavolta già di normale produzione, la sfacciata berlinona Toyota Mirai, che potrà piacervi o no ma è senz'altro degno manifesto di prima vettura di serie a fuel cell del mondo.

Fanno vibrare le corde della nostalgia la Mustang Fastback del 65 esposta tra le grandi sportive Ford e la tenera, pittoresca Borgward Isabella TS Coupè, esposta in un misterioso stand Borgward, come manifesto d'annuncio del ritorno del marchio tedesco scomparso nel 1961. Il ritorno sarebbe finanziato, ancora una volta, da investitori cinesi e "interpretato" da Borgward figlio e creerebbe addirittura una gamma di 4 modelli.

Staremo a vedere quanto il progetto sarà concreto, ma intanto la Isabella ha vissuto due settimane di ritrovata gloria sotto i riflettori del salone in cui era nata 60 anni fa. Salto di nuovo al futuro con Lexus LF-SA, possibile prefigurazione di una Lexus piccolissima che stabilirebbe nuovi parametri di stile nelle piccole di lusso. Ovazioni da stadio per la prima "in giallo" dell'Alfa Romeo 4C Spider, bella, maschia, tosta come un'Alfa dovrebbe sempre essere.

Nota di merito per la station quasi crossover Subaru Levorg, finalmente una Subaru bella e che esprime in una forma riuscita stilisticamente lo spirito vincente del marchio. Ho lasciato per ultima Quant, marchio elettrico sportivo supertecnologico, fondato sulle rivoluzionarie nano_flowcell, dalla forte caratterizzazione di stile che addirittura a Ginevra di novità ne presentava due, la F, versione lunga della sua e-Sportlimousine E, con due motori e 1.090 cv (!) e il Quantino, piccolo compatto (3,91 m.) primo GT a basso voltaggio, che prefigura una nuova generazione di veicoli elettrici.

Grande stand, auto affascinanti, tecnologia avanzata e personale, viene voglia di credere che possa trovare il suo spazio, ma l'aspetto che colpisce è il bizzarro connubio dei creatori di Quant. Immaginate insieme sul palcoscenico un nuovo Elvis, fascinoso presentatore col ciuffo laccato, entertainer, amabile imbonitore, ma anche creatore dello stile unico di Quant, l'ineffabile Nunzio La Vecchia, ed un anzianissimo, mite ingegner/professor/progettista, tanto simile ad un Einstein in jeans. L'insieme, la Quant, lo stand ed i due personaggi, è irresistibile e resterà forse il ricordo più vivido del Salon 2015.

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di Fabrizio Brunetti | 18 marzo 2015

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