F1: Schumacher tocca il fondo

L'ex supercampione ha platealmente ricordato quanto sia giustificata la generale antipatia che lo circonda e la fama di cinico protagonista della F1

Il pericolosissimo gioco al massacro nei confronti dell'ex suddito Barrichello ci ha mostrato - durante l'ultimo Gran Premio d'Ungheria - un Michael Schumacher irresponsabile, sgradevole, colpevole e anche... poco intelligente.

Mi limito all'amara constatazione che non c'è limite alla spirale di impopolarità, cinismo e arroganza che ha travolto un ex grande campione che mai avrebbe dovuto picconare il proprio mito come sta facendo e poco possono fare le troppo tardive dichiarazioni di scusa.

Il nostro Schumacher, dopo aver spregiudicatamente cavalcato "per soldi", ambizione, smania di protagonismo l'impopolare ritorno in F1 con lo squadrone Mercedes, tutto tedesco, e roboanti annunci di fiducia nella conquista del titolo mondiale, è passato attraverso una serie di penose umiliazioni sul piano agonistico, con risultati che l'hanno visto superato dal suo compagno di squadra, il simpatico ma non irresistibile Nico Rosberg, e da tanti "pivellini" del circus.

Le ha prese anche dai "vecchi cotti", quelli che lui, il campionissimo ha sempre considerato sprezzantemente delle seconde guide, come appunto il suo, non amato, ex scudiero lamentoso, Rubens Barrichello.

Ma non basta. La rabbia, il nervosismo lo hanno portato a tentare tutto quello che è al limite dell'illecito ed anche oltre, per contrastare gli avversari. Ne aveva già fatto le spese Massa, l'ex giovane allievo, fatto fuori, contro un muro, nel GP canadese e il grande Schumi aveva già collezionato una lunga serie di richiami nell'accidentato percorso di ritorno alla F1.

Ha ripetuto la scorrettezza, ma chiamarla così è davvero troppo poco, nel rettilineo del traguardo, spingendo con assolutà intenzionalità addosso al muretto, ad una velocità di circa 280 km/h (!) il "piagnucoloso" Rubens Barrichello, reo di tentare di sorpassarlo in evidente superiorità. Non è una scorrettezza è un deliberato atto di pirateria, l'esatto contrario della correttezza che in ogni sport, anche nella F1, dovrebbe essere d'obbligo per un campione.

Se Schumacher vuole continuare in questo sconsiderato percorso di autodistruzione, eviti almeno di mettere a repentaglio la sicurezza dei suoi colleghi. Che tristezza, se ripensiamo al mito del supercampione, fare i conti con il patetico squallore dell'uomo Schumacher. Tifo per un nuovo, definitivo ritiro, la frittata ormai è fatta, il discredito che lo circonda non è rimediabile, ma lo sport ne guadagnerebbe.

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di Fabrizio Brunetti | 02 agosto 2010

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