Volkswagen Blue Motion: gamma ecologica in Tour

Il Think Blue Volkswagen per diffondere la cultura di una guida efficiente e rispettosa dell'ambiente

"Usa le testa e risparmia carburante" è lo slogan chiave del Think Blue, la filosofia dell'efficienza nella guida e dell'attenzione alle emissioni ed ai consumi che Volkswagen intende promuovere.

Oltre alle versioni Blue Motion dei suoi prodotti - che ottimizzano l'aerodinamica, adottano lo start e stop, hanno rapporti del cambio allungati, una diversa mappatura  della centralina e un sistema di recupero dell'energia altrimenti dispersa in frenata - la casa tedesca ha organizzato una serie di incontri esperienziali, che permettono di verificare come i risultati della propria guida possano migliorare in termini di consumi ed emissioni con attenzione alle semplici regole della guida economica.

Dopo una breve presentazione della finalità educativa dell'iniziativa che mira a creare cultura del risparmio, ai partecipanti è richiesto di affrontare una prima prova su strada con una delle vetture a disposizione, dotate di un apparato di controllo dei parametri di utilizzo e rendimento, adottando il proprio consueto stile di guida affiancati però da un tutor che rileva il comportamento al volante.

Alla fine del giro nel traffico urbano, si analizzano i propri risultati in termini di consumi, emissioni, velocità media, numero delle entrate in funzione dello start e stop, numero di frenate, regime medio dei cambi di marcia, numero dei cambi di marcia. A questo punto si torna in aula per ragionare sui fattori che influenzano i consumi in termini di comportamento di guida e di accorgimenti tecnici che ottimizzano il rendimento.

Con la teoria appena rinfrescata si ripete una seconda volta lo stesso test di guida per mettere in pratica gli accorgimenti raccomandati. Il raffronto tra i risultati del prima e del dopo la sensibilizzazione sono stupefacenti e assolutamente concreti. I consumi e le emissioni si riducono in misura sorprendente, anche del 50%, diminuisce il regime medio di cambiata, aumenta il numero delle cambiate, diminuisce l'uso dei freni, mentre la velocità media resta pressoché invariata.

Il riscontro oggettivo insieme all'esperienza vissuta in prima persona, costituiscono senz'altro il metodo più efficace per memorizzare in profondità le poche attenzioni da adottare per una guida virtuosa. I partecipanti ricevono una pagella di riscontro dei propri risultati e un attestato della partecipazione.

Lodevole iniziativa, costituita di nozioni semplici, immediatamente applicabili, ma che presuppongono di far propria una cultura dell'attenzione alla guida. Tutti sanno ad esempio che passare al rapporto superiore attorno ai 1.200 giri fa consumare meno che tirare la marcia fino a 2.500, o che i servizi di bordo sparati al massimo come il climatizzatore consumano molto, o che tenere il motore in moto nelle soste consuma e inquina inutilmente. Ma un conto è  saperlo, averne la coscienza, un conto è adottare in modo costante un comportamento di guida diverso da quello a cui siamo abituati, in una parola cambiare la propria cultura di guida.

Certo anche se con la sensibilizzazione i consumi e quindi i costi diretti dell'utilizzo dell'auto si riducono concretamente, continuo a ritenere che il comportamento virtuoso diventerebbe molto più rapidamente cultura diffusa della guida responsabile se fosse sostenuta, oltre che da iniziative come questa, anche da interventi normativi di dissuasione e incentivazione.

E' più facile essere virtuosi se il comportamento responsabile viene premiato dal punto di vista dei costi, fiscali e gestionali e, al contrario, quello sbagliato e dannoso viene gravato pesantemente nei costi da un sistema sanzionatorio.

Basti pensare, nel tema del rispetto dei limiti di velocità, a quanto maggiore sia l'efficacia deterrente del sistema tutor, dal quale non si scappa perché basato su una percorrenza, rispetto agli autovelox che sono singoli punti di rilevamento, per giunta segnalati e individuabili.

Interessante e positiva comunque l'iniziativa Volkswagen che potrebbe essere adottata anche dall'ACI che ha proprio tra i suoi compiti istituzionali la diffusione della cultura automobilistica e che già realizza diverse iniziative in questa direzione, come l'educazione stradale e i corsi di guida sicura.

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di Fabrizio Brunetti | 15 giugno 2010

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