Max e l’Aprilia RSV4… la conquista dell’America

Stavolta di lunedì, a Salt Lake City, terza doppietta stagionale nel Campionato Superbike per il “corsaro” e la straordinaria Aprilia tutta italiana

Max e l'Aprilia RSV4... la conquista dell'America

di Fabrizio Brunetti

06 giugno 2010

Stavolta di lunedì, a Salt Lake City, terza doppietta stagionale nel Campionato Superbike per il “corsaro” e la straordinaria Aprilia tutta italiana

Per il Gran Premio degli Stati Uniti a Salt Lake City, sesta prova di un entusiasmante Campionato SBK, l’Aprilia, con i colori Alitalia, portava un nuovo motore con distribuzione a ingranaggi anziché a catena.

Biaggi soddisfatto sin dalle prove e partito in prima fila, ha duellato con uno sfortunato Checa, mollato da un guasto della sua Ducati sia in gara 1 che in gara 2, e con il temporaneo leader del mondiale, Ron Haslam, con la Suzuki ufficiale, che in gara 2 è scivolato mentre era in seconda posizione.

Al di là dei guai capitati ad alcuni diretti avversari, la dimostrazione della qualità complessiva della RSV4 è sorprendente e conferma una capacità di sviluppo della casa italiana sulla quale nessuno avrebbe scommesso al debutto nel mondiale SBK nella stagione 2009 e che ha portato nella seconda stagione l’Aprilia e il trentottenne Max Biaggi ai vertici.

Oltre al team, tecnico e in pista, un grande contributo allo sviluppo è venuto proprio dalla grande esperienza e capacità di Max Biaggi di indirizzare gli interventi con la sua famosa sensibilità.

Un trionfo, terza doppietta, leadership piloti per Biaggi e leadership marche per Aprilia, con una presenza di pubblico eccezionale, per gli Stati Uniti e per la SBK, di oltre 60.000 spettatori.

Sono realmente orgoglioso di questo grandissimo successo tutto italiano, in una specialità motoristica che raccoglie tanta passione e che entusiasma il pubblico come e più del Motomondiale.[!BANNER]

Mi chiedo però cosa sarebbe accaduto nei rispettivi paesi se questi successi fossero stati ottenuti ad esempio da una casa francese, con un pilota francese, un team francese, la sponsorizzazione di Air France… La presenza nei media sarebbe stata massiccia e con toni trionfalistici. Invece ancora una volta, nonostante il grande seguito emozionale del pubblico di appassionati, l’eco nei media italiani resta confinato a piccoli spazi, nessun titolo nei notiziari televisivi, commenti più sulla fresca paternità di Biaggi che sul valore sportivo della sua classe e sul risultato dell’Aprilia.

Peccato, entrambi meritano maggiore rilievo. Vedremo se nella metà stagione che resta Max e la RSV4 riusciranno a conservare la leadership e a conquistare – sarebbe un risultato clamoroso e straordinario – il titolo di campione nel mondiale Superbike. Spero che l’attenzione dei media finalmente si risvegli e tributi il giusto omaggio ai risultati di un grande e intelligente impegno tutto italiano.

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