Dacia Duster o DR2: low cost o low price?

Dacia Duster e DR2, strategie commerciali opposte tra l'essenziale SUV franco/rumeno e la compatta "full optional" italo/cinese

Il difficile mercato dell'auto attraversa una fase caratterizzata dal fiorire di proposte "low cost", in alternativa all'offerta dei grandi marchi generalisti europei - Fiat, Ford, Opel, VW, Peugeot, Renault - o giapponesi.

Ma l'approccio commerciale delle proposte low cost è molto diverso. Basta guardare ai due esempi più recenti: da un lato la proposta di una gradevole SUV low cost, la Dacia Duster, dall'altra la DR2, versione italianizzata dell'orientale Chery A1.

La Dacia, prodotta dalla casa rumena sotto l'ala tecnologica e produttiva del gruppo Renault/Nissan, punta con l'ausilio di un riuscito ed ironico spot sul prezzo d'acquisto della essenzialissima versione base a due ruote motrici, che ad 11.900 euro tende quasi a sconcertare i potenziali acquirenti per il costo davvero stracciato che potrebbe nascondere qualche sorpresa.

In realtà, come la brillante partenza della commercializzazione italiana ha confermato, la scelta degli acquirenti si concentra in netta prevalenza sull'allestimento più ricco tra quelli proposti, con una netta preferenza (70% delle ordinazioni) per la versione a sola trazione anteriore rispetto alla 4x4.

Il risultato è un costo di 16.000 euro - ben maggiore di quello civetta - che corrisponde comunque ad un 30% in meno rispetto alle proposte con analogo livello di allestimento di Fiat Sedici, Toyota Urban Cruiser, Suzuki SX4 e Skoda Yeti.

Certamente la Duster convince anche per la sostanza, l'affidabilità tecnologica garantita da Renault, la linea e la possibilità di personalizzare gli allestimenti, ma l'accento sui cui punta il costruttore è comunque il costo d'acquisto che garantisce un generoso margine rispetto alla scelta di una vettura dal marchio più nobile.

Strategia opposta per la DR2 che il management Di Risio ha inserito nella gamma tra la piccola DR1 e la DR5 proponendo come ormai d'uso per il costruttore molisano un solo allestimento full optional, con tanti accessori che fanno "quasi auto di lusso" a poco meno di 10.000 euro.

Le concorrenti sono in questo caso le proposte entry-level dei grandi costruttori, come le vecchie Peugeot 206, Fiat Punto Classic, Renault Clio Storia e la più recente Opel Agila, molto vicine nel prezzo ma con allestimenti poveri. La DR2 è in fase di lancio e il tempo, al di là delle impressioni del primo porte aperte, ci dirà se la strategia di confronto centrata sulla ricchezza di allestimento convincerà il potenziale cliente "low price".

La mia sensazione è che la DR2 avrà difficoltà ad affermarsi, perchè alla ricchezza di allestimento si accompagna una sensazione di scarsa cura e affidabilità nell'assemblaggio su una base come quella cinese, che non gode ancora di buona fama in quanto a qualità tecnica. Forse anche per la DR2 sarebbe stato più efficace un messaggio centrato su un prezzo richiamo nettamente più basso, magari sui 7.500 euro con un allestimento più semplice e coerente con la natura low cost della proposta. Vedremo dai risultati di vendita quale sarà stata la formula giusta, la strategia commerciale più efficace nel convincere il potenziale acquirenti italiani: low cost o low price?

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di Fabrizio Brunetti | 18 maggio 2010

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