Delta Hard Black: perché una serie speciale?

Una versione cattiva per la raffinata Lancia Delta: ha un perché o serve solo a ravvivare le vendite?

Lancia Delta "Hard Black"

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Nero opaco il corpo vettura, nero lucido tetto e montanti, neri gli interni e volendo anche i cerchi in lega da 18" possono essere neri: la Delta Hard Black ha effettivamente un'aria cattiva, giustificata nei fatti dalla disponibilità limitata alle motorizzazioni più potenti della gamma, il 1.9 Multijet Twin Turbo da 190 cv e il 1.8 Di Turbo Jet da 200 cv, abbinato al cambio sequenziale automatico a doppia frizione a 7 rapporti Sportronic.

Apparenza e sostanza che connotano la caratterizzazione sportiva della Delta. La Hard Black è peraltro la seconda serie speciale - dopo la lussuosa Executive - della raffinata e compatta limousine Lancia portando così a cinque gli allestimenti disponibili.

Ma accade che, come per l'Alfa, qualsiasi novità che riguardi Lancia scateni reazioni appassionate di sostenitori e denigratori. I primi vivono nella speranza di vedere Lancia tornare ad un ruolo di protagonista tra i marchi premium e seguono con spasmodica attenzione qualsiasi segnale di novità. I secondi ostentano una cronica sfiducia nella capacità di confrontarsi degnamente con le realizzazioni tedesche. Inevitabile che i "filotedeschi" esprimessero immediatamente i loro dubbi sulla opportunità di una versione speciale per la Delta additando le versioni speciali come tentativo di risollevare le vendite di un modello che evidentemente arranca sul mercato.

Non entro nella polemica ideologica tra sostenitori e denigratori, ma sull'iniziativa di lancio di una versione speciale della Delta a quasi due anni dal debutto vorrei puntualizzare qualche dato oggettivo. Anzitutto, come ho già  accennato, l'Hard Black è la seconda versione speciale della Delta dall'inizio della commercializzazione. Normalmente il ciclo di vita di un modello è di sei anni e prevede un restyling o una seconda serie, a metà carriera, cioè all'incirca dopo tre anni dal debutto.

Nel frattempo tutti i costruttori, ma proprio tutti, senza eccezioni, inclusi quelli tedeschi (di recente ad esempio Mercedes per classe A e B, Bmw per Serie 1 e Serie 3, Audi per A3 e A4), propongono serie speciali e nuovi allestimenti per tener vivo l'interesse sul proprio modello.

Tutto normale dunque e peraltro proprio la Lancia di Olivier Francois ha tracciato, con Ypsilon e Musa, una via di successo articolata su serie speciali di forte caratterizzazione e glamour. Semmai, a mio parere, nella gamma Delta c'è ancora spazio per ulteriori serie speciali; penso ad esempio ad una versione "blu Lancia" con finiture interne nel classico panno di lana grigio o cammello.

Quanto ai risultati commerciali della Delta, il bilancio è per il momento perfettamente in linea con il target dichiarato e con le attese reali per quello che riguarda il mercato italiano, nel quale nel 2009 sono stati immatricolati circa 24.000 esemplari. Non un successo travolgente ma un buon risultato, per niente scontato date le incognite della scelta della inconsueta formula della due volumi quasi station wagon, e che rappresenta quasi un terzo del totale delle immatricolazioni Lancia in Italia. Scarsa invece l'affermazione e la presenza della Delta sui mercati europei, come in generale quella del marchio. Lo sviluppo dei mercati esteri per raggiungere nel 2014 la fatidica soglia delle 300.000 auto prodotte è appunto l'obiettivo indicato nel piano quinquennale Fiat-Chrysler.

La Delta giocherà il suo ruolo fino al termine del suo ciclo, indicato nel 2013, attraverso il potenziamento della rete di vendita europea e l'inserimento del modello nell'offerta Chrysler per alcuni mercati. Ha qualità, personalità, sostanza e immagine che non temono complessi d'inferiorità nei confronti delle concorrenti e la Hard Black, versione di punta, di piccoli numeri ma di grande impressività, potrà fornire il suo  contributo all'affermazione di uno stile Lancia anche in mercati difficili come quello tedesco.

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di Fabrizio Brunetti | 11 maggio 2010

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