Mercato e tendenze: ieri Toyota, oggi Dacia

Tramontate le certezze del modello Toyota e della sua “affidabilità totale”, la Dacia Duster è il simbolo delle nuove tendenze di mercato

Mercato e tendenze: ieri Toyota, oggi Dacia

di Fabrizio Brunetti

02 aprile 2010

Tramontate le certezze del modello Toyota e della sua “affidabilità totale”, la Dacia Duster è il simbolo delle nuove tendenze di mercato

Sino a due mesi fa il modello vincente di riferimento del mercato dell’auto era quello Toyota che faceva della qualità totale la propria bandiera; unica certezza nello scenario di una futura concentrazione dei grandi produttori.

C’è sempre un simbolo adatto a rappresentare un momento di svolta nelle tendenze e nelle risposte del mercato.

Totalmente inaspettato è però arrivato il ciclone di difettosità e richiami che ha travolto il costruttore giapponese insieme al suo modello di business, improvvisamente saltato come un castello di carte. E se l’affidabilità e il prestigio non sono più certezze che appartengono alle Case più forti, ecco che l’interesse e la motivazione all’acquisto virano repentinamente verso priorità diverse.[!BANNER]

Dacia Duster impersona alla perfezione questo cambio di rotta. Il marchio low cost, rappresentato sino ad ora dalla Logan – tutta sostanza a basso costo senza alcuna concessione all’apparenza – ha lanciato un bel Suv compatto e personale – con motorizzazioni e meccanica di buon livello – al costo di una qualsiasi compatta del segmento B.

E dunque perché il potenziale acquirente dovrebbe essere disposto a spendere almeno il 30% in più per acquistare un prodotto simile di un marchio di maggior prestigio, se la superiorità e l’affidabilità non sono più garantite?

Se questo ragionamento è valido perché un marchio low cost non dovrebbe entrare in offerte di prodotto fino a ieri improponibili, come per esempio berline e station wagon di classe media, vetture ibride o addirittura sportive?

Una vera rivoluzione che aumenta a dismisura la domanda (e l’offerta) di low cost senza complessi d’inferiorità e che costringe i grandi marchi a ricercare a loro volta una nuova immagine, un nuovo appeal per le proprie proposte low cost. La rivoluzione è iniziata, ne vedremo delle belle…