Grigio rientro e cruda realtà per Schumacher

Amara riflessione per il supercampione ed ex pensionato della F1 che si ritrova ad essere "uno dei tanti" sulla griglia di partenza

Nel Gran Premio d'esordio della stagione 2010 della Formula 1, Michael Schumacher ha ottenuto un sesto posto da comprimario del Circus. Dimenticando gli schieramenti favorevoli e contrari di appassionati ed esperti che per lungo tempo hanno dibattuto sul suo rientro nella Formula maggiore dell'automobilismo, per il grande campione non sarà certamente stato facile constatare di essere stato, sia in prova che in gara, mezzo secondo a giro più lento del giovane, bravo ma non irresistibile, Nico Rosberg, sulla carta seconda guida della corazzata d'argento Mercedes e di un team tutto tedesco che sprizza senso di superiorità da tutti i pori.

Certo la tanto attesa Mercedes F1 non è sembrata per il momento all'altezza di Red Bull, Ferrari e Mc Laren, ma questo non ha impedito a Nico di sbeffeggiare con garbo il vecchio Schumi anche all'interno del suo team. Così tutti si aspettavano dal vecchio leone almeno una zampata, un segnale, una tattica particolare o quantomeno un sorpasso di lontana memoria... e invece niente, una gara caratterizzata da un grigiore che faceva pendant proprio con il colore della sua vettura.

Ci sono altre 18 gare e questa è stata solamente la prima di un lungo campionato, Schumi e il suo team sapranno sicuramente reagire, ma credo che le cose sostanzialmente non cambieranno. Questa F1 non è quella che Schumacher ha lasciato e neanche per lui è facile essere come prima e la storia non lo aiuta: i ritorni non sono mai stati coronati da successo. Quelli che hanno duramente criticato il campione tedesco, per il "tradimento" e per l'amore dei soldi, gongolano e vivono questo esordio come una vendetta, una lezione.

E' stata la posizione espressa, talvolta con garbo e talvolta in maniera più rude, dalla stampa italiana, sportiva e non, e che ha visto sostanzialmente allineati i media europei. Qualche difesa ad oltranza Schumi l'ha avuta da parte della stampa tedesca che ha spostato il focus sulla rivalità tra il mondo Ferrari e il mondo Mercedes, Italia vs Germania, una rivalità antica.

Polemiche a parte, quello che è stato un grande campione della storia della F1 degli anni 2000, resta nel 2010 un ottimo pilota, con lucidità, metodo, volontà, un pilota come tanti però che manca di quella marcia in più che lo rendeva unico. Il mondo è cambiato, onore al campione ma forse sarebbe stato meglio uscire di scena con un mito intatto.

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di Fabrizio Brunetti | 19 marzo 2010

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