Incentivi: finte polemiche e vere responsabilità

La solita storia delle polemiche sul nulla tra Fiat, governo e sindacati, ed uno scandalo - di cui nessuno parla - sulla mancanza di una decisione

Le cronache di questi giorni sono ricche di polemiche, aspre ed appassionate, sull'annunciata sospensione della produzione Fiat, sulla posizione di Marchionne, su quella del ministro Scajola, su quelle - variegate - dei sindacati, della Lega e degli autonomi.

A questo proposito dovremmo chiederci come possa il nostro governo non chiarire - a danno dell'economia dell'intero paese e non solo della Fiat - le proprie posizioni in relazione alle leve che possono motivare o meno l'acquisto di un'auto.

Indipendentemente dalla natura della decisione - incentivi sì, incentivi no - e di eventuali nuovi parametri (ridotto arco temporale ed estensione ai veicoli commerciali) l'indecisione che ha fatto seguito dopo il 31 dicembre alla fine della campagna d'incentivazione ha generato un totale e drammatico blocco del mercato.

Quanto costa al paese un blocco degli ordini di due mesi, ammesso che a febbraio una decisione sia presa? Ci preoccupiamo, giustamente, della sorte dei 1.200 operai di Termini ma lo stallo del mercato in questo momento ne colpisce direttamente 65.000.

Ogni giorno di mancato provvedimento provoca danni incalcolabili, ma nessuno promuove manifestazioni o sottoscrive petizioni per esigere una decisione univoca che in molti aspettano ormai da due mesi.

Chi pagherà i danni di questi due mesi di strangolamento del mercato? Nel gioco delle parti è evidente che la responsabilità delle regole è del governo e non è delegabile. Possibile che il buon senso, la logica, il dovere istituzionale, la sensibilità sociale siano così poco considerati rispetto allo stucchevole teatrino delle parti?

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di Fabrizio Brunetti | 28 gennaio 2010

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